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Ondina e Claudia: quando Bologna valeva l’oro olimpico

Ondna Valla e Claudia Testoni (foto www.wikipedia.org)
Ondna Valla e Claudia Testoni (foto www.wikipedia.org)

«Pensare a Claudia è per me pensare alle cose più belle della mia vita», con queste dolci parole Trebisonda Valla, detta “Ondina”, prima italiana ad aver vinto una medaglia d’oro olimpica nella finale di corsa degli 80 metri a ostacoli di Berlino nel 1936, ricordò l’amica-rivale Claudia Testoni nel giorno del suo funerale celebratosi nel 1998. Le due atlete, infatti, con i loro risultati in gara hanno segnato, durante gli anni Trenta del Novecento, la prima epopea sportiva in rosa dello sport italiano.

Entrambe nate a Bologna nel 1916 frequentarono le scuole Regina Margherita, dove per gioco avevano iniziato a sfidarsi nel vialetto impolverato dell’istituto, e giovanissime furono ingaggiate dalla società sportiva S.E.F. Virtus che aveva notato il loro precoce talento per la corsa. Le due, fin da subito, ottennero egregi risultati nelle principali competizioni provinciali, regionali e nazionali tanto da iniziare a interessare la stampa sempre affamata di storie da raccontare. Per motivi propagandistici di regime e per l’amicizia che le legava, le giovani bolognesi colpirono molto l’immaginario collettivo, che le elesse a coppia regina dello sport femminile nazionale. “Il sole in un sorriso”, come era stata soprannominata Ondina, contro Claudia, agilità e grazia della prima, a confronto con forza e potenza della seconda: tutto era stato preparato per la sfida finale che, immancabilmente, arrivò a Berlino il 6 agosto 1936 (nel link il video della finale!). Ai nastri di partenza della finale si presentarono le tedesche Steuer e Eckert, la canadese Taylor e l’olandese Braake, ma gli occhi erano tutti sulle due italiane, entrambe in cattive condizioni fisiche visto gli sforzi dei giorni precedenti. La Testoni partì subito forte prendendo la testa della corsa, ma, a metà gara, dovette subire la poderosa rimonta della Taylor e della Valla che superò tutte vincendo la gara al fotofinish. La bruciante sconfitta fece prendere alla Testoni la decisione di trasferirsi a Torino per gareggiare con la Venchi Unica e cancellare, definitivamente, la fama di eterna seconda. Due anni dopo, infatti, l’impresa le riuscì a Vienna quando si laureò campionessa europea con un tempo record. Trebisonda e Claudia: due donne bolognesi che hanno fatto la storia dello sport italiano correndo veloci come il vento.

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Lorenzo Bonazzi

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