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La spada di Damocle su Pippo Inzaghi: ecco i potenziali eredi

Sinisa Mihajlovic (foto www.torinofc.it)
Sinisa Mihajlovic (foto www.torinofc.it)

Nell’immediato post-gara la dirigenza del Bologna, alla pesante sconfitta maturata contro la Sampdoria, ha risposto con una scelta repentina e decisa: l’Ad del Bologna, Claudio Fenucci, ha infatti confermato Filippo Inzaghi, mandando al contempo la squadra in ritiro per preparare la delicata sfida di Empoli.
Crocevia importantissimo per la squadra, fondamentale per il tecnico piacentino: un’eventuale sconfitta sarebbe fatale per la sua panchina – malgrado la rotonda vittoria di Coppa contro il Crotone – e potenzialmente anche un pareggio, dal momento che si allungherebbe ad oltre 2 mesi la striscia di gare senza successi in campionato. Una vittoria, invece, rappresenterebbe una vera e propria boccata d’ossigeno per la propria scricchiolante posizione e per la classifica.
Quali dunque le piste realmente praticabili, tra semplici contatti e discorsi quantomeno avviati, e quali invece le semplici suggestioni, almeno al momento, in caso di esonero di Inzaghi?

IPOTESI CONCRETE
LUIGI DELNERI (68 anni, 411 panchine in Serie A). Lunga carriera ed assodata esperienza nella massima serie per il tecnico friulano, seppur il meglio di sé l’abbia dato nei primi 10 anni del nuovo millennio: con Chievo e Sampdoria record di punti nella massima serie e diversi piazzamenti raggiunti validi per l’accesso all’Europa League e alla Champions League, mentre con l’Atalanta più di due comode salvezze. Dopo cinque promozioni a inizio carriera, non ha fatto benissimo nell’ultimo decennio: esperienze negative con Juventus e Genoa, male con l’Hellas ma con la scusante di aver rilevato in corsa una squadra di fatto condannata alla retrocessione, di rilievo la salvezza raggiunta alla guida dell’Udinese subentrando a Colantuono nella stagione 2016-17, anche se il rapporto con la compagine bianconera si concluderà con un esonero all’inizio della stagione successiva.

SINISA MIHAJLOVIC (49 anni, 246 panchine in Serie A). Possibile cavallo di ritorno: a Bologna nel 2008 la sua prima esperienza da tecnico in Serie A. Un inizio incoraggiante, la successiva crisi di risultati lo porterà ad essere sostituito da Papadopulo. Carriera altalenante in Serie A: miracolosa salvezza a Catania, esonero a Firenze, due annate alla Sampdoria culminate con l’accesso all’Europa League, due esoneri tra Torino e Milan a causa di obiettivi europei ben lontani dall’essere raggiunti. Quest’estate la firma con lo Sporting Clube De Portugal, in un’avventura terminata ancor prima di iniziare: il tecnico serbo ha deciso di portare al Tas di Losanna il club lusitano per ottenere un risarcimento milionario. Per lui anche la panchina della nazionale serba, senza centrare tuttavia la qualificazione ai Mondiali 2014 in Brasile.

SEMPLICI SUGGESTIONI
ROBERTO DONADONI
(55 anni, 326 panchine in Serie A). Vero, è ancora sotto contratto con il Bologna fino al termine della stagione: difficile però, almeno al momento, pensare ad un suo ritorno sulla panchina rossoblù se si prende in esame la modalità con cui è arrivata la rottura tra le parti al termine dello scorso campionato, oltre a ricordare come Luca Gotti, tattico del tecnico bergamasco per diversi anni, si sia accasato a Londra sponda Chelsea, seguendo oltremanica Maurizio Sarri.

VINCENZO MONTELLA (44 anni, 243 panchine in Serie A). Tra i nomi accostati al Bologna quello che rappresenta maggiormente il concetto di suggestione e probabilmente tale resterà: volendo trovare determinate motivazioni che potrebbero accendere eventualmente la pista, Montella proviene da due esperienze negative, con Milan e Siviglia, seppur dettate da motivazioni e percorsi diversi. E le panchine di una certa caratura, potenzialmente libere a breve, scarseggiano. Perché dunque scartare a priori l’idea di una realtà in cui potersi rilanciare a pieno?

FRANCESCO GUIDOLIN (63 anni, 555 panchine in Serie A). Insieme a Delneri il profilo, nel senso più genuino del termine, più stagionato accostato al Bologna: a differenza del tecnico friulano è però fermo da da oltre 2 anni, ultima tappa della carriera la panchina dello Swansea City, allora militante in Premier League: in aggiunta si pone inoltre il problema di una ben nota frase detta più di 15 anni fa e che l’ha reso inviso a buona parte della piazza bolognese, qualcosa di difficilmente ignorabile.

About the author

Riccardo Rimondi

Nato a Bologna nel 1995, aspirante giornalista, in passato ha scritto per Calcio Estero News e tuttora collabora con Sport House: da Dicembre 2015 ha iniziato la propria esperienza con Tempi Supplementari Sport Bologna.
Tifosissimo (ovviamente) del Bologna in Italia, mentre per quel che concerne il calcio internazionale è un sostenitore del Tottenham in Inghilterra, dell'Athletic Bilbao in Spagna e del St.Pauli in Germania.