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È Sinisa il salvatore della patria rossoblù

Sinisa Mihajlovic (foto www.torinofc.it)
Sinisa Mihajlovic (foto www.torinofc.it)

Sinisa Mihajlovic è il nuovo allenatore del Bologna: il tecnico serbo riparte dopo la surreale esperienza allo Sporting De Club Portugal, compagine portoghese con cui in realtà non ha nemmeno iniziato il proprio percorso lavorativo, esautorato dal proprio incarico nove giorni dopo la firma. L’intesa con il tecnico serbo, giunto in stazione alle 19.30 e successivamente recatosi a Casteldebole per formalizzare l’accordo, è stata raggiunta sulla base di un contratto fino al 30 giugno 2019 con opzione per la stagione 2019-20, come comunicato dalla stessa società sul proprio sito ufficiale.

A fargli posto, ovviamente, Filippo Inzaghi: il tecnico piacentino paga le 2 vittorie su 21 gare in campionato, score che unicamente in un campionato stagnante nei bassifondi della classifica consente al Bologna di essere solamente a 4 punti dalla salvezza, ponendo il caso dello scenario peggiore, rappresentato cioè da un successo dell’Empoli contro il Genoa in serata. La ciliegina sulla torta, in negativo, è rappresentata dalla gara appena persa: in uno scontro salvezza ed in inferiorità numerica (seppur in casa) il primo obiettivo è non perdere, le scelte a dir poco suicide dopo l’espulsione di Mattiello hanno invece portato ad una colossale debacle da cui sarà difficile ripartire. Polso e carattere non sono certo caratteristiche di cui difetta Sinisa Mihajlovic.
Curiosamente, oltre 3 anni fa, lo stesso avvicendamento si ebbe sulla panchina del Milan: il tecnico piacentino, al termine della stagione 2014/15, fu sollevato dall’incarico e sostituito proprio dall’allenatore serbo, reduce dal soddisfacente biennio in quel di Genova.

Mihajlovic torna dunque nella piazza che lo ha fatto debuttare, 11 anni addietro, nella massima serie italiana come tecnico dopo gli anni di apprendistato alla corte di Mancini: 21 giornate sotto le Due Torri, tra novembre e gennaio un percorso fatto di 16 punti nelle prime 11 uscite, utile a trascinare il Bologna fuori dalla zona calda, prima dei 4 punti nelle successive 10 uscite che portarono all’avvicendamento con mister Papadopulo.

In questo decennio ha alternato esperienze soddisfacenti, quali la salvezza con il Catania dopo aver rilevato gli etnei in corsa da una situazione disperata e l’Europa League raggiunta nel biennio a Genova sponda Samp, ad altre deludenti, come l’esperienza con la Fiorentina e le stagioni con Milan e Torino, realtà in cui non è riuscito ad affermarsi in pianta stabile come allenatore di medio-alta classifica.
In totale sono 245 le gare in serie A (da allenatore) di Sinisa Mihajlovic: 82 i successi, 92 i pareggi e 71 le sconfitte. Un 33% dunque il computo totale delle vittorie in carriera e, più in generale, un 71% di risultati positivi da registrare a fronte di un 29% di gare chiuse con la sconfitta.

L’obiettivo del Bologna è rappresentato da una salvezza che, se non raggiunta, rappresenterebbe un bagno di sangue economico: il modulo prediletto da Mihajlovic è il 4-3-3, ma attenzione al possibile inserimento del trequartista in un 4-2-3-1 o in un 4-3-1-2.
Già, perché alle proprie dipendenze il tecnico serbo ritroverà quel Roberto Soriano da lui reinventato e lanciato in quella posizione in Serie A. Il 24 novembre 2013, l’italotedesco debutta da trequartista e realizza la prima rete nel massimo campionato contro la Lazio.

Sempre nell’esperienza doriana da sottolineare l’ottimo lavoro fatto con Eder e Gabbiadini, mai cosi prolifici nella propria carriera: a Torino da registrare le 26 reti di Belotti in una singola stagione e due giocatori rilanciati come Ljajic, seppur il rapporto tra i due sia stato burrascoso, e Iago Falque, entrambi provenienti da esperienze deludenti tra Roma e Milano, mentre proprio nella città meneghina ha fatto debuttare il 16enne Donnarumma, giocatore che non ha certo bisogno di presentazioni. Ma ci voleva un discreto coraggio a farlo debuttare così giovane. Volendo tornare ancor più indietro nel tempo a Catania Maxi Lopez, giunto in Sicilia nel mercato di gennaio, superò le 10 reti in un semestre e fu decisivo ai fini della salvezza e quella è stata l’unica stagione in doppia cifra per l’argentino.

 

About the author

Riccardo Rimondi

Nato a Bologna nel 1995, aspirante giornalista, in passato ha scritto per Calcio Estero News e tuttora collabora con Sport House: da Dicembre 2015 ha iniziato la propria esperienza con Tempi Supplementari Sport Bologna.
Tifosissimo (ovviamente) del Bologna in Italia, mentre per quel che concerne il calcio internazionale è un sostenitore del Tottenham in Inghilterra, dell'Athletic Bilbao in Spagna e del St.Pauli in Germania.