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Ibrahima: un nuovo Mbaye al servizio del Bologna

Ibrahima Mbaye (foto pagina Facebook ufficiale Bologna Fc)
Ibrahima Mbaye (foto pagina Facebook ufficiale Bologna Fc)

È stato il terzo acquisto dell’era Saputo: prelevato dall’allora diesse Pantaleo Corvino, subito dopo Daniele Gastaldello e Angelo Da Costa. Escludendo il portiere brasiliano, rappresenta l’unico giocatore di movimento ancora in rosa di quel gruppo capace di conquistare, seppur sudando le famigerate sette camicie, la più recente promozione in Serie A è Ibrahima Mbaye.
Titolare nelle prime due uscite con Sinisa Mihajlovic alla guida del Bologna, Mbaye si è trovato a fronteggiare due clienti difficili. In primis Ivan Perisic, certamente non al top – come del resto tutta l’Inter – ma pur sempre protagonista la scorsa estate in quella Croazia capace di arrivare ad un passo dal Mondiale. Il secondo avversario è stato Christian Kouamè, estroso e funambolico giovane destinato ad una big del nostro campionato, un giocatore in grado di procurare parecchi affanni alle retroguardie avversarie.
Prove superate più che discretamente: duttilità e buon senso della posizione in fase difensiva le migliori qualità del 24enne terzino senegalese. Per quale motivo, in questi 4 anni trascorsi sotto le Due Torri, Mbaye non è mai riuscito a mettersi realmente in mostra, arrivando a più riprese, come nella sessione di mercato appena trascorsa, ad un passo dalla cessione?
Una possibile chiave di lettura è dettata da numeri che denotano l’assoluta mancanza di continuità nel suo impiego: nelle 137 gare disputate dal Bologna dal ritorno nella massima serie, il giocatore senegalese è stato impiegato 66 volte per un totale di 4630 minuti, con una media di circa 70 minuti a gara.
Escludendo dal conteggio il numero delle sfide in cui Mbaye è stato costretto a dare forfait, per squalifiche, mancate convocazioni o problemi fisici, il numero delle gare in cui sarebbe potuto scendere in campo diminuisce a 126: 60 dunque il computo delle sfide guardate interamente dalla panchina e 17, sempre sulle 66 disputate, il dato delle gare in cui è stato impiegato solo in corso d’opera.
Rilevante anche il dato legato il numero legato alle gare disputate per intero: in 10 circostanze, sulle 49 gare disputate partendo in campo dal 1’, Mbaye non ha completato la contesa sino al fischio finale del direttore di gara.
Da sottolineare anche l’entità delle presenze, spesso frastagliate: solo in 3 occasioni Mbaye è riuscito a mettere assieme almeno 5 presenze di fila da titolare. In particolare, l’esterno senegalese ha trovato spazi unicamente nella seconda parte della prima stagione, sfruttando l’infortunio di un Rossettini fino a quel momento utilizzato da Donadoni come atipico terzino destro bloccato. Poi a cavallo della metà della scorsa stagione, dopo la definitiva bocciatura da parte del tecnico bergamasco di Emil Krafth.
Al netto degli errori che hanno contraddistinto e condizionato sinora la sua avventura bolognese, oltre alle legittime scelte tecniche degli allenatori che si sono succeduti alla guida della squadra in questi anni. Come può un giocatore acquisire sicurezza e fiducia nei propri mezzi senza un adeguato e costante impiego in campo?
Vedremo se il tecnico serbo invertirà questo trend: il biglietto da visita di Mbaye nelle prime due uscite è stato invitante.

About the author

Riccardo Rimondi

Nato a Bologna nel 1995, aspirante giornalista, in passato ha scritto per Calcio Estero News e tuttora collabora con Sport House: da Dicembre 2015 ha iniziato la propria esperienza con Tempi Supplementari Sport Bologna.
Tifosissimo (ovviamente) del Bologna in Italia, mentre per quel che concerne il calcio internazionale è un sostenitore del Tottenham in Inghilterra, dell'Athletic Bilbao in Spagna e del St.Pauli in Germania.