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Qualcosa di giallo. Vita di un rappresentante di moquette

libro Qualcosa di giallo

di Nadia Ruggiero

Una carezza. Rimani così, quando finisci di leggere e volti la quarta di copertina di Qualcosa di giallo. Vita di un rappresentante di moquette, primo romanzo di Nicoletta Bianconi. Come se qualcuno ti avesse appoggiato una mano sulla guancia e l’avesse trattenuta una manciata di secondi, prima di lasciarla scivolare via lentamente. Ti senti riconciliato con la tua infanzia e i tuoi ricordi, accettato per quello che eri, con le tue fragilità di bambino che pensavi fossero solo tue, e per quello che sei diventato.

Nicoletta Bianconi
Nicoletta Bianconi

Perché in fondo l’autrice, raccontando di Bologna, delle sue strade e dei suoi giardini, di scuole e botteghe scomparse, non fa altro che parlare dei luoghi in cui è cresciuto ognuno di noi, anche se a Bologna non ci siamo mai stati. Nonna, zia, genitori, fratelli e cugini, tutto a un tratto appaiono così familiari che potrebbero essere i nostri. I ricordi delle vacanze estive nella casa in campagna sono simili ai tanti di cui, a ben guardare, è popolata la nostra memoria. La sensazione di quei momenti, «quella sensazione lì, esattamente quella, che tutto andava bene e che sarebbe andato bene», è quella che ognuno di noi, come l’autrice, cerca forse «per tutta la vita, senza trovarla».

Che importa se Nicoletta usa “rusco” invece che “spazzatura” e “mi vuole” per dire che “ha bisogno” di qualcosa. Se le viene naturale mettere gli articoli davanti ai nomi propri di persona. Che importa se il correttore automatico di Word le sottolinea parole come “cinno” e “maraglio”, risparmiando solo “tiro” perché è italiano puro, anche se un filo arcaico nel resto della Penisola. «Ero una figlia del liceo classico, una che cercava le parole raffinate, che metteva delle sfilze di aggettivi. Stavo così attenta alla sintassi, ai congiuntivi, ai sinonimi che mi ero dimenticata della mia lingua madre, quella dei miei nonni, dei miei genitori, di mio fratello, delle persone che mi hanno tirato su». La lingua che, da qualunque parte tu provenga, senti più vicina, più autentica, ma che non può essere scritta sui fogli protocollo divisi a metà dei compiti in classe, altrimenti la maestra ti fa un segno con la matita rossa.

Nicoletta lavora «in una multinazionale che fa delle cose di metallo» e scrive per passione. Almeno ci prova. Per la sua storia ha scelto come protagonisti un certo Franco Destino, rappresentante di moquette, e l’ex fidanzata Luana, che lo ha lasciato per un altro. Lui non se ne fa una ragione. Impazzisce all’idea, mentre gira in auto nel caldo torrido della provincia ferrarese. Al punto che decide di ucciderla. Ma i dettagli della storia non convincono Nicola, fidanzato di Nicoletta. Lei la prende male e litigano.

In un gioco di scatole cinesi, rievocato dalle matrioske impresse sulla copertina, l’autrice cerca di costruire una trama e di far dialogare i personaggi, mentre tutto intorno a lei scorre il suo mondo: il rapporto col fidanzato, il profondo legame con la famiglia, l’amore incondizionato per la sua città. E sullo sfondo, in bilico tra ironia e malinconia, la sua più grande passione: la scrittura.

È per inseguire questa passione che Nicoletta Bianconi, classe 1973, da quindici anni frequenta la scuola di scrittura a Bologna. Pubblicare un libro, fino a poco tempo fa, era il suo sogno. Non avrebbe mai pensato di poterlo presentare un giorno, in centro a Bologna. Appuntamento lunedì 8 aprile alla libreria Coop Ambasciatori, ore 18, insieme a Paolo Nori, direttore della collana. «Non ho fatto niente nella vita: non mi sono laureata, non ho fatto figli. Questa è la prima cosa che faccio», ha detto una volta.

About the author

Nadia Ruggiero

Di origini campane, si è specializzata in Mass Media e Comunicazione presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Giornalista pubblicista iscritta all'Albo, per la testata online Termometro Politico ha inaugurato le rubriche Cinema, Cultura e Società, e contribuito alla redazione di numerosi articoli. Come addetta stampa ha curato una campagna di comunicazione per il lancio di un progetto musicale basato sul crowdfunding. Lavora in azienda come libera professionista, occupandosi di aspetti commerciali e inerenti la sfera della comunicazione, inclusa la realizzazione di contenuti per il web.