Ven. Nov 15th, 2019

Tempi Supplementari

Lo sport a Bologna, soprattutto

Essere Donna: riflessione sullo spettacolo Performance di Virginia Raffaele

3 min read

Ornella Vanoni, Belen Rodriguez, il Ministro Boschi, la criminologa Bruzzone, Marina Abramovic, Paola Gilberto Do Mar hanno sfilato sul palco del nuovo Il Celebrazioni a Bologna dall’11 al 13 marzo nel corpo di Virginia Raffaele. Ad un primo sguardo non è che uno spettacolo divertente in cui un’imitatrice mette in scena i suoi personaggi. Ma a ben guardare è la stessa figura femminile ad essere in gioco. Un gioco a cui l’attrice partecipa al pari delle celebri anime che saccheggia. Donne che si distaccano decisamente dall’immaginario collettivo consolidato del gentil sesso. Ma facciamo un passo indietro.

Nel 1933 veniva istituita “La giornata della madre e del fanciullo” dal regime fascista. C’erano anche premiazioni per le madri più prolifiche: «Alle madri legittime più meritevoli, che nel quinquennio… abbiano avuto almeno tre figli i quali siano viventi a quest’ultima data…».Peccato che non tutte le madri prolifiche valgano allo stesso modo: quelle a cui è morto un figlio non valgono come quelle con un figlio in vita e quelle non legittime non sono degne d’essere premiate. Certo, perché non è la tutela di quel fenomeno meraviglioso che è la vita ad interessare, ma la solo la procreazione di tanti piccoli soldati da mandare al fronte. Per agevolare il tutto c’era anche una tassa sul celibato, che ha fatto pensare ad un favoritismo per le donne! Lo scopo unico della vita di una donna era un figlio. Il diritto di famiglia, disciplinato dal 1865 dal Codice Pisanelli, precludeva alle donne ogni decisione, di natura giuridica o commerciale (atti legali e notarili, stipule, contratti, firme di assegni e accensione di prestiti), senza l’autorizzazione del marito o del padre. Questa concezione della donna, avallata dalla chiesa, si è inculcata coì profondamente nelle menti di ogni generazione successiva da arrivare, ben radicata, fino a noi. Non che lo scopo sia più procreare soldati o che, come sosteneva Mussolini, “le donne debbono tenere in ordine la casa, vegliare sui figli e portare le corna!” ma l’immagine della donna come colei che è realizzata solo nell’essere madre (legittima e senza figli morti) c’è ancora.

E poi riesci a vedere il rovescio della medaglia dell’essere donna guardando lo spettacolo Performance di Virginia Raffaele. Una ragazza giovane nata in una famiglia di circensi e cresciuta caricando i fucili del tiro al bersaglio nel luna park dei suoi genitori dopo aver fato i compiti sul sedile della mongolfiera. Al di là delle polemiche sugli imitatori ,Virginia Raffaele sul palco fa molto di più. Perché non “imita” ma “diventa” il personaggio, cogliendo nel profondo pochi determinanti tratti dell’essere donna, ognuno diverso in ogni personaggio. Quasi tutti tratti di una verità, di una comicità e di una verità dirompenti. Sono personaggi quasi stilizzati i suoi, personaggi con poche caratteristiche, ma quelle poche definiscono potentemente il solo tratto dell’essere donna. Dalla show-girl alla poetessa transessuale, dalla cantante con un sogno alla criminologa. Racconta donne forti Virginia Raffaele, emancipate, moderne, entrandoci dentro e perdendocisi mentre sullo sfondo tanti schermi rimandano l’immagine di se stessa che non riesce ad uscire.

In effetti Virginia se è intervista per più di 3 minuti va in frantumi: si apre come la più fragile delle cozze e combatte contro se stessa per non svuotarsi proprio tutta all’intervistatore che con un po’ di limone se la potrebbe ciucciare a suo piacimento, e così va in tilt. «Quella ragazza è un portento» dicono le signore. Sì, ma sul palco. Perché essere donna è anche questo.

In effetti il palco se lo mangia a morsicate in una esplosione di vita. Sì, perché sono i concentrati, l’essenza, di molte donne ad avvicendarsi in scena nel corso di Performance. Essere donna è anche questo. Sapere entrare nelle altre donne e vivere un pezzo di ciascuna di loro, riconoscendo con enorme ironia l’incredibile fragilità dell’essere umano (e dell’essere donna in particolare).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *