Mer. Set 18th, 2019

ESCLUSIVA TEMPI SUPPLEMENTARI Adailton ieri, oggi e domani

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061209-sport-calcio-Bologna-Udinese-gol ADAILTON-foto Nucci/Benvenuti

Martin Bolzan Adailton è stato decisamente molto amato dai suoi tifosi, in particolar modo da quelli veronesi e dai rossoblù. Doppio ex di Verona – in cui ha militato dal 1999 al 2006 – e Bologna (dal 2007 al 2010), vivrà con un stato d’animo particolare il posticipo di lunedì sera. Di tutto questo e di molto ancora ha parlato a Tempi Supplementari. Il posticipo serale, la realtà Leicester e le competizioni internazionali in programma quest’estate, questi alcuni degli argomenti toccati dall’ex attaccante rossoblù.

 

Per chi tiferai lunedì sera? «Il Bologna ha praticamente raggiunto la salvezza, mentre il Verona, a meno che non compia una vera e propria impresa, pare condannato alla retrocessione in Serie B. Difficile, comunque, per me scegliere, visti gli ottimi trascorsi in entrambe le squadre».

 

Verona e Bologna, ricordi davvero importanti. «Assolutamente. A Verona ho trascorso ben 7 anni, mentre i 3 anni a Bologna sono stati davvero emozionanti, sia in campo, sia fuori, visto che durante la mia permanenza in rossoblù è nato mio figlio. Inoltre, ho ancora tantissimi amici nel capoluogo emiliano».

 

Quali sono la partita e il gol che più volentieri ricordi, a Bologna? «Sicuramente Genoa-Bologna 3-4 per quel che concerne la gara che ricordo con più piacere: tripletta a Marassi da ex, in un match in cui siamo stati costretti a rimontare per ben 3 volte lo svantaggio. Il gol che ricordo maggiormente è invece quello realizzato allo scadere contro la Juventus a Torino, pareggiare al 93’, dopo un gol ingiustamente annullato, ha rappresentato una grandissima soddisfazione».

 

Hai intenzione di rimanere nel calcio, tornando magari in Italia per lavorare? «L’idea è quella di far ritorno in Italia nel prossimo gennaio. Ho intenzione di seguire il Supercorso da allenatore a Coverciano, per iniziare poi questa carriera».

 

Parliamo anche di calcio internazionale. Cosa pensi del Leicester di Claudio Ranieri, primo in Premier League? «Le Foxes rappresentano l’emblema di un collettivo che, coeso e unito, può giungere a risultati davvero insperati: Claudio Ranieri è stato bravo a costruire un bel gruppo, basti pensare ad un primo posto ottenuto, al momento, attraverso un gioco certamente non bello ma sicuramente efficace. Oltre ad una buona dose di fortuna che non guasta mai. La dimostrazione che nel calcio si può vincere anche senza essere spettacolari».

 

E la Copa America 2016? «L’Argentina parte con i favori del pronostico: l’Albiceleste è chiamata finalmente a vincere in campo internazionale. Un gradino sotto il Cile, trionfatore l’estate scorsa in Copa America, proprio ai danni di Messi e compagni. Vedo molto complicata la vittoria finale del Brasile, nazionale non in grado di giungere, da un po’ di anni a questa parte, in fondo alle competizioni».

 

Ritieni più dura da digerire la storica sconfitta con l’Uruguay ai Mondiali del 1950, l’incredibile Maracanazo o il terrificante 7-1 rimediato contro la Germania nel 2014? «Il successo dell’Uruguay nel 1950, pur drammatico, non regge di fronte al 7-1 della Germania nell’ultima semifinale Mondiale. Una gara a dir poco umiliante, nel punteggio e nell’interpretazione della stessa. La compagine teutonica ha infatti dato dimostrazione di una superiorità schiacciante per tutti i 90 minuti, con il passivo che avrebbe potuto raggiungere proporzioni ben più tennistiche».

 

Quale nazionale vedi favorita a Euro2016? «La Germania, senza ombra di dubbio: la competizione però presenta diverse mine vaganti, a partire da una Spagna cui la precoce eliminazione ai Mondiali può aver fatto bene per rifondare. Senza dimenticare altre nazionali come Belgio, Inghilterra e Francia. L’Italia parte onestamente un pochino dietro, c’è ancora tanto da lavorare per la nazionale di Antonio Conte».

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