Sab. Gen 22nd, 2022

Tempi Supplementari

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ESCLUSIVA TEMPI SUPPLEMENTARI Rizzo Nervo: «Lo stadio sarà realizzato entro il prossimo quinquennio»

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L'assessore Luca Rizzo Nervo.

Nel corso della trasmissione di ieri sera su Radio Nettuno, Tempi Supplementari, condotta da Vittorio Longo Vaschetto e Ugo Mencherini, è intervenuto l’assessore allo Sport del comune di Bologna, Luca Rizzo Nervo e interpellato dagli stessi Ugo Mencherini e Vittorio Longo ha risposto sui temi caldi della Primavera, ovvero lo stadio Dall’Ara e tutte le problematiche ad esso collegate.

 

Assessore, quando sarà possibile avere le prime risposte dalla Soprintendenza sul Dall’Ara? «L’aspettativa di tutti, me compreso, è avere una risposta il prima possibile, però specifico che siamo ancora nel novero dei tempi rapidi, anche se può non sembrare. Sono passati poco più di due mesi da quando abbiamo consegnato alla Soprintendenza il progetto preliminare con le relazioni del Comune e del Bologna calcio, e sapevamo che ci sarebbe voluto più o meno questo tempo. Credo davvero che i primi 15 giorni di aprile siano quelli in cui noi avremo una risposta».

 

Che tipo di risposta arriverà dalla Soprintendenza? «Non arriverà un sì o un no perentorio e senza ulteriori commenti. Auspicabilmente sarà un sì, accompagnato da una serie di segnalazioni, commenti e indicazioni. Del resto questo è proprio l’obiettivo che ci eravamo posti all’inizio: coinvolgere la Soprintendenza in questa fase non era un obbligo, ma una scelta che abbiamo fatto insieme al Bologna proprio per avere indicazioni e passare da un progetto più che preliminare, un disegno, un’idea dello stadio che verrà, al progetto vero e proprio con l’opinione importante – e vincolante – della Soprintendenza. Siamo convinti che questo confronto preventivo potrà essere di grande aiuto per andare più veloci dopo, che è la cosa più importante».

 

Saputo come sta vivendo la situazione? Sono circolate voci di suoi malumori per le tempistiche dilatate. «Siamo serena in attesa. Ho avuto modo di incontrare Claudio Fenucci questa settimana e non ho percepito in alcun modo le cose che si sono lette in questi giorni, ovvero di un Saputo spazientito e ormai intento a fare scelte diverse perché questa attesa è divenuta insopportabile. Al contrario, Saputo è informato da Fenucci e da me, rispetto all’iter burocratico e ai tempi, che sono esattamente quelli previsti: non c’è nessuna sorpresa e nessun ritardo».

 

Però non può negare che l’attesa sia grande. «È normale, ma non dev’essere il presupposto per fare delle illazioni che tali sono. Aggiungo che il responso, oltretutto, arriverà non più solo dalla Soprintendenza ma dal Comitato tecnico-scientifico del Ministero della Cultura, che è la “Soprintendenza delle Soprintendenze”. Questo ci aiuterà, perché il parere avrà un peso ancora maggiore, e ci consentirà di avere auspicabilmente un sì con un peso rilevante per il prosieguo e i tempi futuri».

 

Poi cosa accadrà? «Non avremo, ovviamente, le impalcature 5 minuti dopo. Non perché ci saranno altri rallentamenti burocratici, ma semplicemente perché il Bologna dovrà poi fare ancora diverse cose: fare conti, trovare le compatibilità economiche, trasformare il progetto preliminare in un progetto definitivo. Tanto per essere chiari, Fenucci in queste settimane non si è girato i pollici a Casteldebole chiamando me che a mia volta mi giravo i pollici in Piazza Maggiore. Abbiamo lavorato, fatto ragionamenti, fatto passi in avanti su altri punti che saranno non meno importanti del parere della Soprintendenza».

 

Quali possono essere i tempi dell’eventuale intervento? «L’obiettivo è quello di fare bene e anche presto: ed è un presto che, però, va compreso. Insieme al Bologna dovremo innanzitutto immaginare un momento in cui raccontare alla città il progetto, pur in termini preliminari. Dopodiché per realizzarlo ci saranno dei tempi tecnici e numerosi aspetti da verificare: in primis quello finanziario. Non è tutto deciso e queste sono scelte che ovviamente condizioneranno anche i tempi, però spero di vedere la conclusione dei lavori entro la fine del prossimo mandato amministrativo».

 

Nel frattempo, Bologna FC e Comune continueranno a lavorare insieme? «Certo, non ricordo un momento in cui ci fosse una sinergia così forte attorno a un obiettivo tra il Comune, le istituzioni e il Bologna calcio. Quando andava bene non ci si parlava, adesso c’è una forte sintonia e il dialogo è quotidiano».

 

A sua sensazione, quindi, anche l’impegno di Saputo non subirà contraccolpi? «Assolutamente no. Saputo è convinto dell’obiettivo, è convintissimo di rimanere a Bologna e ha un progetto di lungo periodo. Ha investito tanto. Chi dice che va via si espone al ridicolo. Chi investe 50-60 milioni e poi il giorno dopo decide di andare via non fa un grande investimento. Al di là di questo aspetto, nella testa di Saputo c’è una crescita progressiva. C’è voglia di procedere con passo deciso e costante, ma non con una fretta inutile: anche lo stadio fa parte di questa strategia».

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