Mer. Set 18th, 2019

di Ugo Bentivogli

Va male. Molto male, ma era tutto previsto. Ne avevamo parlato anche domenica sera a Tempi Supplementari – la trasmissione radiofonica, s’intende – in onda su Radio Nettuno. Il Bologna senza Destro non può giocare come il Bologna con destro. Ormai è assodato. La prima sconfitta con il Frosinone era stata un campanello d’allarme. Poi la serie di battute d’arresto consecutive degli ultimi tempi ne sono state la conferma: forse è questo l’unico errore stagionale di Donadoni. Il Bologna senza il suo uomo faro in attacco non è lo stesso: poi, sia chiaro, arriva la stanchezza di una grande rimonta. Ci sta anche che Giaccherini e Mounier che tanto hanno corso rifiatino un po’. O un po’ più del previsto… a seconda dei casi. Ci sta anche che Giaccherini, l’uomo salvezza e in assoluto il giocatore determinante di questa stagione rossoblù, rifiati in vista di un Europeo per il quale è certo di essere chiamato. Ci sta tutto. Magari, prima, sarebbe il caso di fare questi benedetti 2-3 punti che separano Bologna dalla quasi salvezza alla salvezza matematica.

Di sicuro il gioco latita. E latita molto: in questo periodo manca anche quella grinta e quella cattiveria agonistica che aveva contraddistinto il Bologna della grande rimonta, conclusa con il capolavoro tecnico-tattico contro la Juventus al Dall’Ara. Va ricordato che dal 28 ottobre – ovvero cinque mesi e mezzo – l’unica squadra che non ha perso con i bianconeri è proprio il Bologna. E non ha perso con pieno merito, non rischiando praticamente mai. Insomma un vero capolavoro. Poi la squadra si è sgonfiata. Comprensibilmente, sia chiaro, ma il crollo – perché ormai non si può parlare d’altro – è evidente. Il Bologna molle di ieri sera contro il Verona, sarebbe stato fatto a fette da molte squadre.

L’unico conforto. L’unica cosa che rende meno amara questa sconfitta è la consapevolezza che le ultime quattro in classifica ben difficilmente potranno andare oltre i 36 punti. Sempre che non saltino fuori risultati strani e inaspettati. Il cammino nelle ultime sette giornate non è particolarmente favorevole alle retrocedende. Il Verona, ancora ultimo con 22 punti deve andare a Napoli, Empoli, a Reggio Emilia per affrontare il Sassuolo e a Palermo nell’ultima giornata. Inoltre ospita il Frosinone, il Milan e la Juventus. Insomma i punti a disposizione sono pochissimi. Diciamo 6 o 7 massimo. Il Frosinone ha 27 punti: in trasferta gioca due volte a Verona, con Chievo ed Hellas, poi Milan e Napoli (che se all’ultima non lotterà per il primo posto, certamente per tenersi il secondo). In casa se la vedrà con Inter, Palermo e Sassuolo. Nella migliore delle ipotesi può sperare di arrivare a 6 punti, quindi 33. Palermo e Carpi, al momento si dividono il terzultimo posto (il Palermo è in svantaggio negli scontri diretti) con 28 punti. I rosanero, peraltro in palese difficoltà in questo momento, non hanno un calendario impossibile: in casa se la vedranno con Lazio (ma senza Vazquez e con il nuovo tecnico biancoazzurro Inzaghi), Atalanta, Sampdoria e Verona. Proibitive due trasferte su tre, allo Juventus Stadium e a Firenze. Mentre è da dentro o fuori la terza, contro il Frosinone. Diciamo che un buon Palermo potrebbe raccogliere tra i 7 e i 9 punti e salire al massimo a 37. Il Carpi di contro, ha un calendario irto di difficoltà: in casa con Genoa, Empoli e Lazio, in trasferta con Chievo, Milan, Juventus e Udinese. A stare larghi non più di 7 punti. Insomma 35 totali. Come si vede, a rigor di logica la salvezza del Bologna non dovrebbe essere a rischio. Certo, il calcio sfugge spesso ad ogni logica. Ma mi rifiuto di pensare che il Bologna non riesca a fare almeno due punti nelle gare casalinghe con Torino, Genoa o Milan, oppure nelle trasferte di Empoli e Verona col Chievo. Al momento, certo, sono tutte gare proibitive, come le prossime due trasferte (Roma e Napoli) ma Destro, prima o poi – speriamo prima – tornerà al suo posto e tante cose si sistemeranno.

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