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Fischi e critiche: leciti o fuori luogo?

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Il Bologna ha avuto quasi 17.000 paganti contro la Sampdoria (foto Bfc)

19 Febbraio 2016. Il Bologna blocca con pieno merito la capolista Juventus al Dall’Ara, i rossoblù escono dal campo tra gli applausi del proprio pubblico. I media nazionali elogiano la compagine guidata da Roberto Donadoni, con il tecnico bergamasco capace di portare alle soglie dell’Europa una squadra rilevata ultima dopo 10 partite.

In città più di qualcuno inizia a coltivare sogni internazionali addirittura per l’attuale stagione, sogni che devono fare i conti con la realtà delle ultime 5 gare di campionato. Due soli punti ottenuti, l’unica rete messa a segno è quella inutile, ai fini del risultato, di Ciccio Brienza in quel del Meazza, atteggiamento e prestazioni a dir poco rivedibili, come spesso sottolineato da Roberto Donadoni al termine dei match.

Emblematica, in questo senso, la gara con il Verona di lunedì sera: sconfitta interna contro il fanalino di coda, con diversi giovani lanciati nella mischia. Un Bologna non pervenuto nei primi 45 minuti, che nella ripresa arriva con il solo Rizzo a fare il solletico a Gollini. Senza creare particolari pericoli alla difesa ospite.

Arriva così la sconfitta di misura, e con essa diversi fischi e critiche da parte dei tifosi rossoblù: giusti o ingenerosi?

Perchè non è giusto criticare. Il Bologna è una neopromossa che, dopo 10 turni, era in fondo alla classifica a quota 6 punti: quanto fatto dall’arrivo di Donadoni è encomiabile, come dimostra una classifica che, nonostante le 3 sconfitte consecutive, vede i rossoblù con ben 8 punti di margine sulla zona calda.

Joey Saputo a inizio stagione è stato chiaro: obiettivo salvezza e squadra pronta a dare diverse soddisfazioni ai propri supporters. Primo obiettivo, salvo cataclismi finali, sostanzialmente raggiunto: il secondo più che superato, con un Napoli caduto al Dall’Ara in maniera più netta di quanto dica il punteggio, Juventus, Fiorentina e Roma costrette al pareggio, il sacco di Milano nel giorno della Befana… Serve aggiungere altro?

Un lieve calo è quindi comprensibile, specie dopo un campionato disputato, almeno nelle prime 15-20 gare della gestione Donadoni, letteralmente di rincorsa. In fondo, dopo i primi 10 disastrosi turni, chi non avrebbe firmato per ritrovarsi, 6 mesi dopo, a 36 punti con 7 giornate ancora da giocare?

Perchè è giusto criticare. Joey Saputo è proprietario di caratura internazionale e desidera costruire una squadra pronta a insidiare le big del massimo campionato. Per poi andare a giocarsi le proprie carte anche fuori dai nostri confini: se si vuole compiere questo salto, la piazza deve abbandonare la mentalità da provinciale senza più obiettivi a fine campionato, i 36 punti a 7 giornate dal termine non devono quindi rappresentare unicamente una salvezza raggiunta in anticipo, ma uno stimolo per chiudere al meglio la stagione, per poi presentarsi sul mercato ancora più forti.

Volontà, progetto, entusiasmo e (soprattutto) fondi non mancano: perchè allora accontentarsi? In fondo, i tempi in cui si navigava a vista sono acqua passata, la pura salvezza non rappresenta più il massimo raggiungibile. A maggior ragione per una compagine con 34 punti a 11 gare dalla fine, che avrebbe dovuto proseguire sulla falsariga delle prime 15 partite della gestione Donadoni. Senza sedersi sugli allori di una permanenza nella categoria raggiunta, considerando anche che, nelle ultime cinque sfide, solo l’Inter rappresentava una squadra dal tasso tecnico superiore, mentre le altre quattro compagini affrontate (Palermo, Carpi, Atalanta, Verona) erano ben più che alla portata.

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