Lun. Dic 9th, 2019

Tempi Supplementari

Lo sport a Bologna, soprattutto

ESCLUSIVA TEMPI SUPPLEMENTARI, Zavanella: «La capienza del nuovo Dall’Ara? Non è un problema arrivare a 28.000 posti»

3 min read

L’architetto Gino Zavanella, responsabile del progetto per il restyling del Dall’Ara, è intervenuto ieri sera a Tempi Supplementari, in onda sul circuito Radio Nettuno-Radio International e condotta da Ugo Mencherini e Vittorio Longo Vaschetto con la collaborazione di Ugo Bentivogli. Ecco le sue parole, come sempre particolarmente importanti e ricche di contenuti sul tema, tanto caro ai bolognesi, dello stadio.

Architetto, nei giorni scorsi è arrivato il parere dei tecnici del Ministero dei Beni Culturali in merito al concept che era stato presentato alla Soprintendenza a metà gennaio. È una risposta che la soddisfa? «Sinceramente non ho ancora avuto modo di leggere il commento del Ministro: è una risposta che va valutata, da quanto mi hanno detto, studiata e interpretata. So che la risposta non è negativa, questo è quanto mi sento di dire, pur trattandosi di un parere decisamente tecnico e articolato che va quindi analizzato anche con i tecnici della Soprintendenza. So che loro sono sempre stati molto disponibili con noi, quindi ritengo che il tutto si svolgerà in un clima costruttivo e certamente ideale per procedere alla progettazione».

Nelle scorse settimane si era paventato che tempi un po’ troppo lunghi avrebbero rischiato di spazientire Joey Saputo. Questo rischio, a suo avviso, è ora definitivamente scongiurato? «Saputo è, ovviamente, abituato alle tempistiche canadesi, che sono più brevi delle nostre. Visto il coinvolgimento della Soprintendenza e del Ministero, direi che i tempi sono normali, per l’Italia. Si tratta di un progetto importante ed estremamente all’avanguardia, dal momento che abbiamo chiesto alcune cose di grande importanza come la copertura dell’impianto, l’avvicinamento delle curve e la possibilità di smontare gran parte della struttura fatta nel 1990. Sono temi veramente caldi e a me, tutto sommato, fa piacere che la Soprintendenza e il Ministero si siano presi il giusto tempo e abbiano dato una risposta non negativa. È già importante il fatto che abbiano preso in esame il progetto, non lo abbiano totalmente respinto e, come era logico visto che è il loro compito, abbiano dato suggerimenti. Suggerimenti che ora vanno elaborati, visti, meditati e valutati con la Soprintendenza».

A questo punto quali sono le prossime tappe? «Credo che le prime cose da fare siano esaminare con attenzione questa lettera, dandole quindi un’interpretazione. Poi prendere contatto con la Soprintendenza di Bologna per capire quello che può un iter di collaborazione».

Stiamo comunque ancora parlando di un progetto preliminare. Per un progetto più articolato quanto tempo sarà necessario? «In questo momento è difficile fare delle previsioni per quanto riguarda i tempi. La cosa fondamentale, ora, è capire quanto dev’essere cambiato il progetto che abbiamo presentato. Se, per esempio, deve essere modificata la struttura è chiaro che anche i tempi subirebbero uno slittamento. Anche in base al come deve essere cambiata. Mi viene detto che la risposta va interpretata e discussa con i tecnici della Soprintendenza, quindi ad oggi non è possibile fare programmi: tra una decina di giorni avremo tutti le idee molto più chiare. Non avendo letto la lettera e non avendo parlato ancora né con il Bologna né con la Soprintendenza, al momento per me è difficile fare dei programmi dettagliati».

I tifosi restano particolarmente interessati al tema della capienza del nuovo Dall’Ara. Il progetto preliminare prevede 24.300 posti ma è possibile ampliarli fino a 28mila: restano questi gli ordini di grandezza? «Sì. Era stata ipotizzata una capienza, ma stiamo parlando di qualche migliaio di posti in più e se il Bologna lo riterrà, si potrà fare tranquillamente: non è quello il problema. Tra un mesetto saremo molto più dentro il problema e potremo essere molto più chiari. Al momento questa è ancora una fase di studio».

Oltre che del restyling del Dall’Ara, lei si sta occupando anche del progetto per l’ampliamento e l’ammodernamento del centro tecnico Galli di Casteldebole. Da questo punto di vista, a che punto è il progetto? «Il centro tecnico Galli di Casteldebole avrà una ristrutturazione, o comunque una serie di integrazioni che lo porteranno ad essere uno dei centri d’allenamento tra i più all’avanguardia che oggi abbiamo in Italia. I tempi sono ovviamente legati anche all’uso, visto che il centro continuerà ad essere aperto e utilizzato. Con grandissima attenzione e in tempi diversi cercheremo di svolgere tutto il programma che ci siamo prefissati. I lavori dovranno essere scaglionati, non si potrà naturalmente procedere come se procedessimo con un impianto ex novo. Per vedere il centro finito credo che occorreranno minimo due campionati».

 

Vittorio Longo Vaschetto, Ugo Mencherini e Ugo Bentivogli

Tempi Supplementari (Radio Nettuno)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *