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ESCLUSIVA TEMPI SUPPLEMENTARI, Beppe Accardi: «Mbaye sarà ancora un giocatore del Bologna»

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Ibrahima Mbaye (foto pagina Facebook ufficiale Bologna Fc)

L’agente Beppe Accardi, procuratore tra gli altri di Ibrahima Mbaye, è intervenuto domenica sera a Tempi Supplementari, in onda sul circuito Radio Nettuno-Radio International e condotta da Ugo Mencherini e Vittorio Longo Vaschetto con la collaborazione di Ugo Bentivogli. Ecco il suo pensiero.

 Dopo un girone d’andata un po’ al di sotto delle attese, nella seconda parte della stagione il rendimento di Mbaye è sensibilmente migliorato. Cosa è cambiato? «Queste sono le cose belle e simpatiche del calcio. Ho sempre detto che un asino non diventa un cavallo e un cavallo non diventa un asino: le condizioni sono sempre quelle che determinano e alla fine fanno la differenza e per fortuna le condizioni sono cambiate. Come ho detto, onestamente, anche a Ibra, per quanto accaduto nella prima parte della stagione la responsabilità principale è stata sua. Il motivo è che per la prima volta nella sua vita ha seguito i dettami del Ramadan, ovvero ha digiunato di giorno. È andato in Senegal e si è calato in quella dimensione: una cosa che quest’anno lui sa di non dover fare, e non farà. Questo gli ha creato delle problematiche fisiche, e infatti è tornato con 5 chili in meno. Durante la preparazione ha avuto qualche difficoltà fisica, prima un piccolo stiramento e poi un problema ai denti. Poi è stato buttato nella mischia a mio avviso troppo affrettatamente, perché c’era necessità, facendo quella partita indegna e indecorosa a inizio campionato. A quel punto ha dovuto giustamente rimettersi a lavorare e rimettersi in discussione: ha avuto la fortuna di aver fatto un gran lavoro fisico che lo ha rimesso nella condizione ideale. È arrivato un allenatore che gli ha dato fiducia e che si è ricordato di due anni prima e delle cose buone che aveva fatto a Livorno: lì è tornato a essere il Mbaye che tutti ci aspettiamo. Poi, secondo me, quello che abbiamo visto è ancora il 70% del vero Mbaye. Purtroppo in giovane età si possono commettere degli errori che poi si pagano: ma sarà un’esperienza salutare. Il prossimo anno deve iniziare al massimo e fare tutto come si deve».

Qual è la sua situazione contrattuale? «Sarà ancora un giocatore del Bologna. Dieci giorni fa ho telefonato al club, perché c’era stato un interessamento da parte del Betis, e il Bologna mi ha risposto, tramite Fenucci, che il giocatore è incedibile. Poi, ovviamente, se arriva una proposta di quelle irrinunciabili se ne può parlare. È una grande soddisfazione sapere di essere un giocatore incedibile perché vuol dire che il Bologna ci crede, sta facendo delle valutazioni importanti sul tuo conto e di questo siamo contenti. Ha ancora tre anni di contratto con il Bologna e ha comprato casa in città».

Come giudica il lavoro di Pantaleo Corvino? «Credo che abbia fatto un lavoro egregio e penso sia sotto gli occhi di tutti. Ha portato giocatori giovani interessantissimi che fanno pensare a un futuro importante per il Bologna. Quest’anno c’erano in campo tre ’94, un ’96, un ’97 e tanti ’92 e Destro che è del 1991. Corvino ha quindi creato delle basi importanti. Poi ovviamente tutti commettono errori, ma nel calcio quando sbagli il 40% delle cose si può dire che sei bravo. Lui ha fatto qualche errore ma sta nella logica: di fatto è stato protagonista di un lavoro incredibile. Piuttosto, sono dell’idea che abbia pagato un’altra cosa, ovvero il fatto di essere uno di quei diesse vecchio stampo, con una logica antica. Il tutto in un progetto americano che ha una logica invece più cooperativistica in cui tutti lavorano in sinergia. Probabilmente ha pagato questo, perché con gli americani serve un lavoro di gruppo. Il mio parere è che gli americani, messi assieme, conquistano il mondo mentre presi singolarmente non ottengono gli stessi risultati. Corvino fa parte di una logica opposta: da solo è un genio, purtroppo non sa creare un team di lavoro come gli americani vorrebbero».

Il suo metodo di lavoro però è noto da tempo, il Bologna sapeva che tipo di diesse è Corvino… «Certo, ma probabilmente Saputo non lo sapeva. Lo differenza culturale è qualcosa che alla lunga si può pagare. Tendenzialmente quest’anno nel Bologna hanno vinto entrambi. Corvino ne esce bene perché ha fatto un buon lavoro, Saputo ha creato le basi per fare un lavoro importante. Se poi dovesse arrivare Sabatini sarebbe la ciliegina sulla torta per creare un progetto importante per un futuro importantissimo».

Il nuovo diesse non avrà, comunque, un budget infinito a disposizione. «Sabatini, prima di andare alla Roma è stato a Palermo dove con un budget simile a quello che si ipotizza per il Bologna, o comunque di poco più elevato, è stato capace di allestire una squadra importante e di portare giocatori importanti che hanno permesso alla squadra di andare in Europa. Sabatini ha la grande qualità di essere un camaleonte e di adattarsi alle situazioni contingenti nei vari posti in cui lavora. È un grande conoscitore di calcio ed è sempre sul pezzo, costantemente al lavoro. Uno che sa davvero fare il suo lavoro».

Vittorio Longo Vaschetto, Ugo Mencherini e Ugo Bentivogli per Tempi Supplementari (Radio Nettuno)

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