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Il respiro della legalità

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Un'immagine della rappresentazione In uno stato di abbandono.

di Alice De Toma

Due giorni tra arte e politica, al teatro Snaporaz, sulla lotta alla criminalità organizzata: in due parole Il respiro della legalità, l’iniziativa che si terrà a Cattolica il 14 e il 15 settembre.

Anticamera della giornata politica, in cui ospiti di eccezione si alterneranno sul palco discutendo di legalità, il 14 settembre sarà invece il giorno dedicato all’arte. Tre saranno gli spettacoli di teatro civile che andranno in scena tra le testimonianze.

Il primo, per la regia di Gabriella Corsaro ed Enrico Gotti, è messo in scena da una compagnia costituita dai volontari che hanno operato nei campi antimafia: ispirato all’esperienza di Radio Aut di Peppino Impastato e adattato all’inchiesta giudiziaria Amelia. Infatti lo spettacolo Radio Aemilia afferma la necessità dell’infrangersi del silenzio come strumento di lotta alla mafia.

Il secondo, In uno stato di abbandono, prodotto da Tomax Teatro per la regia Alice De Toma e Max Giudici, è scritto ed interpretato da ragazzi delle scuole superiori della regione Emilia Romagna durante un complesso percorso annuale e racconta lo stato di solitudine in cui le Istituzioni, talvolta, abbandonano i cittadini, siano essi testimoni di mafia, collaboratori di giustizia o “semplici” sopravvissuti.

Il terzo è Piada e lupara, un monologo per la regia e l’interpretazione di Roberto Mercadini, che in maniera ironica fa riflettere sui paradossi che sono gli assunti alla base dell’esistenza della mafia.

I tre spettacoli, portati in versione ridotta sul palco del teatro Snaporaz di Cattolica per la bellissima iniziativa promossa dagli Spi Emilia Romagna e Lombardia il 14 settembre 2016, saranno intervallati dalle testimonianze di chi ha preso parte ai campi antimafia promossi dallo Spi Cgil e saranno incorniciati dai saluti istituzionali dei segretari Spi.

Un giorno in cui la valenza del teatro sociale manifesterà tutta la propria efficacia: perché la legalità si respira meglio, alle volte, con la pancia che con il cervello, e ciò vale sempre quando nel mezzo ci sono giovani studenti. Il teatro sociale è qualcosa di estremamente costituzionale, perché permette a tutti, anche ai meno abbienti, ai meno istruiti, ai meno fortunati, di accedere ai contenuti di tematiche che riguardano l’intera popolazione. Ma che spesso, per via della logica deduttiva e talvolta demagogica con cui vengono trattate, rimangono in qualche modo una cultura di elite. La legalità è uno di quei contenuti: una di quelle cose che deve diventare di dominio pubblico, che deve essere respirata dai giovanissimi, che deve essere esercitata con qualsiasi strumento (fuorché il bastone) a disposizione. E se gli strumenti a disposizione dei ragazzi sono il grande cuore e la grande voglia di mettersi in gioco, di fare sentire la propria voce, di tirare fuori le proprie confuse emozioni, il teatro è certamente il mezzo migliore per raccontare ai grandi “come potrebbe essere”.

Come potrebbe essere lo raccontano i ragazzi del progetto In uno stato di abbandono di Tomax Teatro, che con la guida dei registi Alice De Toma e Max Giudici hanno scritto e messo in scena l’omonimo spettacolo. In uno Stato di abbandono non è solo il titolo d uno spettacolo, ma è anche la condizione esistenziale di chi viene dimenticato dalle istituzioni. Scrivendo questo testo, i ragazzi hanno dimostrato tutta la loro sensibilità e tutta la loro solidarietà verso quelle persone che sono ingiustamente vittime di una emarginazione politica e sociale. Una sensibilità scaturita da un incontro particolare: durante i primi momenti del progetto durato 4 mesi, 700 ragazzi di quattro diverse scuole hanno incontrato il superstite della strage di Capaci, Giuseppe Costanza, l’autista di Giovanni Falcone, che dopo l’attentato non è mai più stato considerato né tanto meno invitato alle commemorazioni della strage. Da quel momento ha preso il via un lungo percorso di approfondimento e di comprensione di quelle che sono le connessioni tra la mafia e la Costituzione, di come essa si insinui laddove gli articoli della Costituzione non vengono rispettati, laddove le Istituzioni in qualche modo non la tutelano. E così sono stati i ragazzi a scegliere gli argomenti da trattare, a far ricerche ed infine a scrivere i testi del copione.

Un percorso tutt’altro che semplice perché richiedeva da un lato quell’apertura e quell’umanità che sono proprie del teatro, e dall’altro una comprensione e una consapevolezza delle tematiche trattate, tanto complesse anche per gli adulti.

Come al solito la chiave di ogni ottimo lavoro è la formazione del gruppo: «Una volta superati le paure del giudizio e dell’autogiudizio, una volta che si è instaurata quella fiducia reciproca che consente a tutti di sbagliare liberamente, allora si può cominciare a creare. Sì perché la creazione è un processo che richiede necessariamente libertà».

Il percorso di creazione collettiva che i ragazzi hanno affrontato è stato senz’altro un microcosmo, un esempio tangibile, di “come le cose potrebbero essere”, di come la mafia può essere sconfitta dall’unione delle persone, di come “cambiando le mentalità si può svoltare direzione”. Ed è proprio così che finisce lo spettacolo: con mille volti della mafia con maschera neutra che vengono fatti sparire dalla gente comune.

Il progetto, nato in collaborazione con l’Assessore alla legalità Nadia Monti, è stato ideato da Alice De Toma e Max Giudici di Tomax Teatro, che da sei anni producono progetti e spettacoli per le scuole su tematiche civili e sociali quali Resistenza, Costruzione, Lotta alla Mafia, Sanità mentale. Il progetto è stato abbracciato dalle Rosa Luxemburg, dalle Laura Bassi, dall’Itis Belluzzi di Bologna e Alberghetti di Imola: sono stati in tutto 70 i ragazzi che hanno debuttato sul palco dell’Arena del sole, ma solo 12 sono stati selezionati per la per la replica di Cattolica.

I quattro istituti superiori hanno usufruito gratuitamente di questa magica esperienza grazie al sostegno di: Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Spi Cgil Emilia Romagna, Interporto, Coop Alleanza 3.0, Fondazione Altobelli, Quartiere Reno Comune-Bologna. Il progetto gode anche dei patrocini di: Regione Emilia Romagna, Comune di Bologna, Comune di Imola, Avviso Pubblico, Città Metropolitana di Bologna, Associazione Paolo Pedrelli ed è inserito all’interno del programma Concittadini dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna.

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