Mer. Set 18th, 2019

Si intrecciano storia e sport: il primo stadio di Bologna

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Veduta dall'alto del Palazzo del Podestà (foto Bologna Welcome).

Di forma rettangolare, con un lungo e ampio campo contornato da nove finestrate, coperto nella parte superiore e raggiungibile tramite una ampia scalinata il primo “stadio” di Bologna dà ancora bella prova di sé nel cuore della città. Di cosa stiamo parlando? Non del Dall’Ara, un bimbo dell’asilo rispetto a lui, e nemmeno dello Sferisterio, ancora nel fiore degli anni, ma del Palazzo del Podestà di Piazza Maggiore. Per secoli centro nevralgico dell’economia e della politica bolognese, al suo interno si trovavano gli uffici comunali e nel porticato sottostante i commercianti trattavano i loro affari, fu ristrutturato in forme rinascimentali nella seconda metà del Quattrocento da Giovanni II Bentivoglio. Con l’arrivo del potere papale in città il palazzo perse, poco a poco, l’importanza di un tempo a favore della vicina sede pontificia, oggi Palazzo Comunale, e per diversi secoli fu a tratti abbandonato o utilizzato per gli scopi più diversi. A Bologna le manifestazioni ludiche o sportive, come giostre di cavalieri o partite al “gioco del calzo”, si tenevano in piazza e solo nelle grandi occasioni o festività, senza avere un luogo a loro dedicato. Questo avvenne, per la prima volta, tra il XVI e XVIII secolo, quando il Palazzo del Podestà, che per un centinaio d’anni era stato utilizzato come teatro, venne riconvertito a luogo per le partite del gioco della pallacorda servendosi, anche, delle già esistenti gradinate in legno per gli spettacoli. Al suo interno i nobili bolognesi trovarono un luogo adatto e comodo per le sfide, spesso anche infuocate, e per alcuni decenni ebbero la loro piccola arena privata dove poter giocare. Caduto nuovamente in disuso alla fine del Settecento, il salone del Podestà venne adibito, per qualche anno, a palestra per le esercitazioni dei pompieri cittadini, ma, i suoi fasti come luogo di sport, furono presi dal nuovo e moderno Sferisterio. Oggi il palazzo e il suo salone godono di ottima salute, ma forse rimpiangono un po’ le vecchie partite di un tempo: cosa facciamo, prendiamo un pallone e ci andiamo a fare due palleggi?

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