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Roberto Donadoni: «2016 anno positivo, dal mercato giocatori pronti»

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In mattinata il tecnico del Bologna, Roberto Donadoni è stato intervistato da Sky Sport e ha parlato a tutto tondo della società rossoblù e del prossimo mercato.

Riguardo al 2016 e alla prima parte di stagione ha detto:  «È stato un anno positivo, nella prima parte di campionato era lecito aspettarsi qualcosa in più. Abbiamo lasciato per strada quattro cinque punti. Ma questo non è un alibi, piuttosto è una colpa che abbiamo. Una situazione che ci deve insegnare qualcosa, anche in vista del futuro».

Donadoni ha poi parlato della prossima sfida con la Juventus: «Dobbiamo prepararci al meglio per la sfida contro i bianconeri. Sappiamo di affrontare una grande squadra, ma andiamo a Torino per dimostrare il nostro valore».

Ha poi tracciato le linee guida del mercato invernale:  «Quello di gennaio è un mercato che riserva sorprese e possibilità: spesso arrivano negli ultimi giorni. Adesso valutiamo e vediamo quali possano essere le scelte più fattibili per noi. Non c’è fretta e bisogna fare le cose con equilibrio e intelligenza. Nel valutare, però, occorre fare alcune considerazioni. Ad esempio, occorre che chi arrivi abbia il giusto entusiasmo. Giocatori dalla B? La serie cadetta può dare opportunità e prospettive, ma sono comunque giocatori che arriverebbero da una categoria inferiore e il loro aiuto potrebbe essere relativo. Abbiamo bisogno di gente già pronta, che abbia voglia di farsi vedere per puntare ad obiettivi importanti»

Riguardo all’idea di mercato che porta al suo vecchio pupillo, Biabiany: «Penso abbia la volontà di riscattarsi e far vedere il suo valore. Vedremo, ma sicuramente non sarà un percorso semplice».

Importante il commento sullo stato del recupero di Simone Verdi: «Sta portando avanti il programma, a metà gennaio dovrebbe rientrare con la squadra, ma mi auguro che possa tornare anche prima. Aveva iniziato alla grande, ma lo stop lo ha condizionato. La sua maturazione passa anche dalla continuità delle prestazioni. È logico che, anche in questa ottica, l’infortunio non l’abbia aiutato».

 

 

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