Mer. Ott 16th, 2019

Storie di Sport: La corsa al Mare e le signore della bicicletta

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Un'immagine della Corsa al Mare (foto www.bibliotecasalaborsa.it)

«Pronti, partenza via». Con un veloce scatto sui pedali settantacinque ragazze tra i 26 e i 36 anni presero il via da Piazza Maggiore, il 22 luglio 1948, alla prima edizione della competizione ciclistica femminile “La corsa al mare” organizzata dall’Uisp e dal giornale Il Progresso d’Italia. La gara prevedeva quattro tappe di 30 km, da Bologna a Rimini lungo la via Emilia, e le partecipanti erano obbligate, nonostante la presenza di supporto tecnico e medico, a utilizzare solamente mezzi propri al posto delle normali bici da corsa. Non esistendo squadre professionistiche ai nastri di partenza si presentarono operaie, contadine, impiegate e commesse avvezze all’utilizzo della bicicletta più per necessità quotidiane che per pratica sportiva, ma questo, non ostacolò il successo della manifestazione.

Gran risalto all’evento fu dato dai giornali i quali, oltre a descrivere i premi in palio, raccontavano le storie delle partecipanti come Benvenuta Macchi che aveva lasciato il lavoro alla Fabbri per gareggiare, Flora Pedrini così forte da non doversi nemmeno allenare o Irene Persegutti nuova “Stellina del ciclismo italiano”. La selezione fu più dura del previsto e solamente in 41 arrivarono al traguardo finale con la reggiana Lella Menozzi che si laureò Maglia Azzurra vincendo, oltre al primo premio di 50 mila lire, un soggiorno in Riviera e bottiglie di liquori e profumi.

L’anno successivo, visto il grande successo ottenuto, per la seconda edizione gli organizzatori decisero di allungare il percorso fino a Pesaro, aumentare il numero delle tappe, far partecipare compagini straniere e, finalmente, consentire l’utilizzo di vere biciclette da corsa. La gara vide il duello tra la Menozzi e la nuova rivelazione del ciclismo nazionale, la mezzolarese Augusta Fornasari, detta la “corridora”, figlia di gestori di un’osteria e veloce staffetta partigiana durante la guerra, che si contesero la vittoria finale. La sfida tra le due si risolse all’ultima tappa, la Cattolica-Pesaro di 46 chilometri, nella quale, a seguito di numerose schermaglie sulla breve salita della Siligata, la Fornasari riuscì a staccare la rivale in discesa e arrivare al traguardo con il necessario distacco. Ancora oggi l’evento è ricordato come uno dei momenti cardine per lo sviluppo dello sport femminile italiano e la nascita dell’associazionismo sportivo nazionale del secondo dopoguerra.

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