Mar. Set 17th, 2019

Storie di Sport: la Montagnola teatro degli eroi del pallone

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Lo sferisterio della Montagnola (foto www.museodellosportbologna.it)

“Allegri!” e “Pàssino” per tutto l’Ottocento furono due tra le parole più conosciute a Bologna, e in gran parte d’Italia fino a Toscana e Marche, relative alla pratica sportiva. Di cosa si trattava? Ma nientemeno che delle frasi annunciate, a gran voce, dal “chiamatore” per segnare i punti e il cambio battuta durante le partite del gioco del pallone.

In città le gare si disputavano allo Sferisterio della Montagnola, costruito nel 1822 dall’architetto Giuseppe Tubertini a seguito di una sottoscrizione popolare, il quale, con i suoi 97 metri di lunghezza, 17 di larghezza e 21 di altezza del muro d’appoggio, rappresentava l’impianto sportivo più grande a Bologna. Le gare si tenevano da aprile a ottobre ed erano seguite da un pubblico numeroso, di qualsiasi estrazione sociale, che s’infiammava per le gesta dei giocatori tra i quali, i più famosi e amati dal pubblico locale, furono i toscani Giovanni Ziotti e Bruno Banchini vere e proprie star dell’epoca. Il colpo famoso del primo, detto “il ballerino”, era quello di riprendere i palloni che rimbalzavano dal muro con il braccio piegato e il bracciale dietro la schiena, mentre per il secondo, soprannominato “pal fecc”, ovvero palo fitto, l’abilità era quella di colpire la palla fermandosi immobile nel punto esatto della sua caduta. Dal 1880 al 1890, i due infiammarono il pubblico petroniano che si divideva apertamente in ziottisti, gli abitanti del Borgo San Pietro e la maggioranza dei popolani, e banchiniani, quelli del Pratello e gli aristocratici, con manifestazioni di entusiasmo e intemperanze che rinfocolavano gli storici antagonismi tra i vari rioni cittadini.

Le gare terminavano sempre con lo stesso e consumato rito: la premiazione del vincitore, l’accompagnamento trionfante alla Locanda Colonna in Piazza VIII Agosto, storica sede dei giocatori quando arrivavano in città, e il discorso di ringraziamento ai tifosi dal balcone della stanza della camera. L’affermarsi del football inglese e del ciclismo dispersero la passione per questo gioco ma, le testimonianze del suo passaggio sono presenti, ancora oggi, allo Sferisterio con le lapidi a ricordo delle imprese degli “eroi del bracciale”.

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