Mer. Set 18th, 2019

Storie di Sport: l’ippodromo Zappoli

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Un'immagine dell'Ippodromo Zappoli (foto www.bibliotecasalaborsa.it)

Mortadelle, prosciutti, salsicce e cavalli: un legame gustoso e vincente che caratterizzò l’ippica e la mondanità bolognese tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. Infatti, fuori Porta San Felice, il 12 giugno 1888, fu inaugurato alla presenza dei sovrani d’Italia, l’Ippodromo Zappoli, per volere dell’omonima famiglia che aveva fatto grande fortuna producendo “salumi fini” nello stabilimento a vapore visibile, ancora oggi, su viale Silvani. L’impianto era all’avanguardia e comprendeva una pista regolamentare da mezzo miglio inglese, panchine per signore e una tribuna coperta con “comodità grandiose e opportune” come pubblicizzavano le réclame dell’epoca.

Il nuovo ippodromo venne costruito in sostituzione dell’ormai inadeguato circuito della Montagnola, non adatto alle gare di velocità, diventando in poco tempo il nuovo centro sportivo locale. Da subito la “Consociazione ippica italiana per il trotto”, capeggiata da Giuseppe Ballarini, ne fece la sua sede organizzando, poco tempo dopo, il Derby del trotto, che divenne in pochi anni uno degli appuntamenti più importanti a livello nazionale della specialità. Non solo corse di cavalli, ma anche gare di tiro al piattello, al piccione, partenze di voli acrobatici e, soprattutto, l’importante designazione ad arrivo della prima tappa del Giro d’Italia nel 1909, caratterizzarono la vocazione sportiva dell’impianto.

A questi avvenimenti si unirono, inoltre, particolari momenti di svago che elessero l’Ippodromo Zappoli a sede dei grandi eventi della Bologna dell’epoca. Nel 1890, infatti, vi arrivò il grandioso spettacolo del Wild West Show, organizzato dal capitano Frederick Cody decisamente più conosciuto col soprannome di Buffalo Bill. Per otto giorni il pubblico fu allietato da sparatorie tra indiani, assalti alla diligenza, attacco al forte dei cowboys e la degustazione di una novità gastronomica assoluta che fece scalpore, il pop-corn. Uno degli ultimi spettacoli fu, alla fine degli anni Venti, una particolare gara di corsa degli struzzi che appassionò per settimane scommettitori e curiosi. Alla fine del 1928 l’ippodromo, ormai malandato, fu abbattuto e, dopo quarant’anni di onorata carriera, cedette il posto all’espansione delle case popolari e borghesi della prima periferia cittadina.

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