Mer. Set 18th, 2019

Il Pagellone dell’Andata, prima parte: portieri e difesa

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Filip Helander (foto www.bolognafc.it).

Senza tener conto della gara col Torino, prima sfida del girone di ritorno, ecco le cifre e le valutazioni di portieri e difensori del Bologna.

PORTIERI e DIFESA

ANTONIO MIRANTE 5. Presenze 16, minuti giocati 1440, gol subiti 23. Lontano parente di quel Mirante ammirato, in particolare, nella prima annata trascorsa a Bologna. Diversi errori tra i pali ed in uscita, il portiere campano non sembra più in grado di trasmettere sicurezza al pacchetto difensivo.
Poche le prestazioni di livello offerte: dovesse proseguire su questa linea anche nella seconda parte di stagione la società dovrebbe seriamente prendere in considerazione l’idea di trovare un nuovo numero uno sin dal prossimo campionato.

ANGELO DA COSTA 6. Presenze 3, minuti giocati 270, gol subiti 4. Non è una novità: quando chiamato in causa risponde sempre presente. Le gerarchie tra i pali sono difficilmente modificabili, ragion per cui Da Costa continuerà a fare da dodicesimo: resta tuttavia la convinzione che il portiere brasiliano, al momento, potrebbe offrire maggiori sicurezze di Mirante.

GIANCARLO GONZALEZ 6. Presenze 13, minuti giocati 1230, espulsioni 1, ammonizioni 2. L’approdo a Bologna del difensore ex Palermo non era stato accolto nei migliori dei modi, complice anche la disastrosa prestazione offerta contro il Cittadella. Confinato in panchina nelle prime 3 gare di campionato, dalla trasferta di Firenze è diventato titolare fisso: certamente ha commesso qualche errore, la squadra, tuttavia, ha trovato un giocatore dal rendimento abbastanza costante.

FILIP HELANDER 6,5. Presenze 16, minuti giocati 1419, ammonizioni 5. Finalmente libero dai numerosi tormenti fisici patiti nella prima stagione sotto le Due Torri, il centrale svedese ha scalzato Maietta nelle gerarchie, relegando il difensore calabrese a riserva. L’affiatamento con Gonzalez è evidente: solidità e affidabilità sono le migliori caratteristiche di Helander. Margini di crescita certamente interessante.

SEBASTIEN DE MAIO 5,5. Presenze 10, minuti giocati 643, ammonizioni 3. Dopo l’annata negativa a Firenze, De Maio ha scelto Bologna in estate per rilanciarsi: obiettivo, almeno al momento, ancora lontano dal realizzarsi. Spesso impiegato da subentrante, il centrale francese non ha offerto prove convincenti al punto di conquistarsi una maglia da titolare.

DOMENICO MAIETTA 6. Presenze 6, minuti giocati 379, ammonizioni 1. Gli anni avanzano, ragion per cui il Bologna in sede di mercato si è tutelato con gli acquisti di Gonzalez e De Maio. Poco spazio per lui in questa prima parte di stagione: nel complesso sufficiente l’apporto alla causa rossoblù. Un maldestro rinvio ha dato il via al vantaggio del Cagliari, il centrale calabrese si è però rifatto a Verona contro il Chievo, risultando decisivo con due prodigiosi interventi.

ADAM MASINA 5,5. Presenze 18, minuti giocati 1454, ammonizioni 5. Stagione altalenante per lui: da un giocatore alla terza annata in Serie A da titolare di fatto inamovibile ci si aspetterebbe però di più, in termini di continuità. Oltre ad un salto definitivo di qualità che tarda ad arrivare. Facciamo nostra l’idea di Lele Adani: provare Masina da difensore centrale. Centimetri, stazza e piedi non mancano.

IBRAHIMA MBAYE 6. Presenze 12, minuti giocati 889, gol 1, ammonizioni 1. Probabilmente il migliore dei quattro esterni di difesa. Limitato da qualche problema fisico, quando è in forma andrebbe sempre impiegato: è quello che garantisce più solidità e copertura in fase difensiva.

EMIL KRAFTH 5. Presenze 8, minuti giocati 676, ammonizioni 1. L’ultima sua apparizione risale al 20 novembre, quando il Bologna si impose per 3-2 contro l’Hellas: da allora solo panchina, complici i numerosi errori e la scarsa attitudine difensiva messi in mostra quando impiegato.

VASILIS TOROSIDIS 6. Presenze 8, minuti giocati 349, espulsioni 1. Il greco è spesso criticato, ingiustamente, a priori: quando chiamato in causa il suo lo fa sempre. Non è certamente un terzino di spinta, ma svolge con discreto successo i compiti di contenimento.

1. segue

 

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