Mer. Set 18th, 2019

Come giocherà il nuovo Bologna senza Verdi? Ecco le possibili alternative

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Riccardo Orsolini con la maglia della Nazionale (foto pagina Facebook Riccardo Orsolini).

Mercato movimentato quello di gennaio per il Bologna: in particolare da registrare il ritorno di Dzemaili, dopo la breve avventura in Canada con il Montreal Impact – l’ex moglie Erjona ha portato il figlio in Svizzera e Blerim ha chiesto di potersi avvicinare all’Europa per poterlo vedere – e la praticamente certa uscita di Simone Verdi, spinto verso Napoli, nel nome delle super plusvalenze e di un contratto faraonico. Senza dimenticare il prestito al Verona di Petkovic, impiegato spesso nella fase centrale dell’andata.

 

Alla luce delle varie operazioni, come potrebbe schierarsi il Bologna nella seconda parte di stagione? Le opzioni non mancano, anche per l’arrivo – certo se parte Verdi – di Orsolini, facilitato dal prestito di Rizzo all’Atalanta che così non si trova scoperta numericamente. Non cambierebbe molto, almeno tatticamente, l’arrivo dell’argentino Nehuen Paz dai Newell’s Old Boys: un centrale comunque di qualità che non dovrebbe spingere Donadoni a puntare sulla difesa a tre.

 

CONFERMA del 4-3-3. È l’opzione più naturale, rischierebbe però di farne le spese Godfred Donsah, con Blerim Dzemaili che potrebbe superare nelle gerarchie il giovane centrocampista ghanese. Pulgar non ha alternative davanti alla difesa, mentre l’egregio lavoro in fase di rottura rende Poli inamovibile. In attacco Palacio ed uno tra Orsolini e Di Francesco ai lati di Destro: un reparto certamente all’altezza, cui si aggiungono come alternative Falletti e Okwonkwo.

PASSAGGIO al 4-4-2 col ROMBO. Già utilizzato da Donadoni in quel di Parma, con discreti risultati, questo modulo permetterebbe al Bologna di schierare contemporaneamente Donsah e Dzemaili: il primo più basso, in coppia con Poli nel ruolo di mezzala, il secondo più alto, in una posizione in cui farebbe da raccordo tra la zona mediana del campo e l’attacco. Un attacco formato dalla coppia Destro-Palacio: il supporto di una seconda punta è fondamentale per l’attaccante marchigiano, inoltre l’argentino sarebbe sgravato di diversi compiti difensivi. Certo in questo caso pagherebbero Di Francesco e l’eventuale altro arrivo – ovvero Orsolini – che però potrebbero subentrare dalla panchina, con Avenatti alternativa a Destro, vista la cessione di Petkovic.

PASSAGGIO al 4-2-3-1. Provato e accantonato subito dopo la disfatta con il Cittadella, questo modulo non si discosta tanto dal 4-4-2 rombo, con una differenza fondamentale: la necessità di due esterni offensivi puri. Dzemaili verrebbe impiegato da trequartista atipico, supportato da Palacio, Di Francesco o Orsolini: in mediana Poli e Pulgar, con Donsah sicuramente in panchina, del tutto inadatto ad un centrocampo a due che ne limita la qualità maggiore, ovvero gli inserimenti verso l’area avversaria. Certo in questo modo, in assenza di Poli o Pulgar, potrebbe essere arretrato Dzemaili – che può giocare anche in quella posizione – con un tridente dietro la punta davvero molto offensivo.

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