Mar. Mar 31st, 2020

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Destro sì, Destro no: i pro e i contro

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Mattia Destro dovrebbe tornare titolare contro l'Inter (foto www.bolognafc.it).

Uno dei temi che più divide i tifosi del Bologna in questa sessione di mercato è legato al futuro di Mattia Destro: ennesima chance oppure cessione. Questi alcuni spunti di riflessione legati al numero 10 del Bologna e, più in generale, al panorama degli attaccanti presenti in Serie A.

LA VOGLIA DI RISCATTO.La scorsa stagione è stata segnata dalla misteriosa e inspiegabile scelta di Donadoni di privarsi del giocatore più pagato e dunque, teoricamente, rappresentativo a disposizione. Basti pensare che Destro nello scorso torneo ha messo assieme il quarto peggior minutaggio di sempre della propria carriera, con appena 1617 minuti giocati, corrispondenti a circa 18 gare intere.

Dati peggiori solo a Roma e Genova: 1234 minuti nel campionato 2013/14 e 1104 in quello precedente con la maglia giallorossa, 595 minuti con la maglia del Genoa. Ma nei primi due casi, a giustificazione di dati cosi bassi, le 23 gare saltate a causa di vari infortuni, mentre l’unica stagione sotto la Lanterna corrisponde a quella di rookie, in cui solitamente ad un giocatore giovane viene fatto assaggiare il campo gradualmente e da subentrante.

Non esiste invece alcuna spiegazione oggettiva alle numerose esclusioni di Destro nello scorso campionato, in particolare quelle legate alla seconda parte di stagione: meno di 700 minuti nel girone di ritorno. E fatto fuori nel proprio miglior periodo di forma, come dimostrano le 5 reti decisive messe a segno tra la seconda metà di novembre e il rientro dalla sosta natalizia contro il Benevento, nella terza settimana di Gennaio. La voglia di riscatto del giocatore è tanta, intenzionato a dimostrare che l’ultima annata è stata unicamente figlia di un rapporto logoro con la precedente guida tecnica.

L’INVESTIMENTO E I POSSIBILI SOSTITUTI. Economicamente parlando cedere Destro non sarebbe conveniente: non tanto per una questione di bilancio, in quanto al Bologna per evitare una minusvalenza basterebbe privarsi del giocatore marchigiano per una cifra non inferiore ai 4 milioni di euro circa, quanto perché difficilmente si potrebbe pensare di sostituirlo con un attaccante di pari livello, e men che meno di caratura superiore, con un ricavato derivato dalla sua cessione, verosimilmente inferiore ai 10 milioni di euro. Scorrendo, infatti, la classifica marcatori dello scorso torneo, ed esaminando unicamente le prime e le seconde punte in grado di raggiungere e superare la doppia cifra, possiamo trovare tra le varie categorie di attaccanti:

– I top player(Ciro Immobile, Mauro Icardi e compagnia bella) ovviamente irraggiungibili.

– Giocatori avanti con l’età e difficilmente funzionali ad un progetto che guardi al medio-lungo termine (Fabio Quagliarella e Mirko Antenucci)

– Profili dalle valutazioni importanti:qualche esempio? Duvan Zapata, appena acquistato dall’Atalanta per un ammontare complessivo di 26 milioni di euro e Giovanni Simeone, con la Fiorentina che ha rifiutato nelle scorse settimane un’offerta da 40 milioni di euro proveniente dal Marsiglia Il più prolifico dei 2 nello scorso campionato è arrivato a 14 reti.

Scendendo sotto la doppia cifra realizzativa troviamo l’esempio di Andrea Petagna, 9 reti totali in Serie A nelle scorse 2 stagioni e appena acquistato dalla Spal in prestito con obbligo di riscatto in caso di salvezza, per un ammontare complessivo di 14 milioni di euro.

In linea teorica, gli unici raggiungibili sarebbero Lasagna e Inglese: giocatori interessanti ed in grado di mettersi in luce negli ultimi tornei, ma che non darebbero la certezza di un salto di qualità a livello realizzativo.

I numeri di Destro sono noti: 66 gol in 231 gare di Serie A, di cui 201 giocate dall’inizio, ed una media di 1 gol ogni 200 minuti giocati. Numeri comunque positivi, se si considera che l’esperienza bolognese non ha fatto che peggiorare questi dati: non avrebbe forse più senso dare un’ulteriore chance ad un attaccante che in Serie A ha dimostrato di poter comodamente giungere in doppia cifra, rispetto al cambiare tanto per cambiare?