Mer. Set 18th, 2019

La TOP 5 dei numero 10, 1ª parte: fantasisti e trequartisti

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Roberto Baggio (Foto Bologna Fc 1909)

Negli ultimi giorni ha fatto rumore la scelta di Mattia Destro di passare al numero 22, adottato dallo stesso attaccante marchigiano con le maglie di Genoa, Siena e Roma: il Bologna si ritrova cosi privo, almeno momentaneamente, del numero 10. Cosa rappresenta, nel gergo calcistico, il numero 10? Solitamente il fantasista, l’uomo-chiave della squadra, colui in grado di trascinarla sul campo, grazie al proprio estro, alla capacità di mettersi al servizio dei compagni e a quella di essere incisivo in fase realizzativa. Presi dall’argomento, abbiamo scelto di realizzare due Top5, il cui ordine è unicamente legato alle annate trascorse nel Bologna: la prima, prendendo in considerazione unicamente fantasisti e trequartisti, mentre la seconda sugli attaccanti. Ecco la prima parte, con i creatori di gioco, quella della Diez, per dirla all’argentina.

ROBERTO BAGGIO (1997-98, 33 presenze e 23 reti). Seppur per una sola stagione, la soddisfazione per aver visto uno dei giocatori italiani più forti di sempre indossare la maglia del Bologna è tanta. Una stagione da record per Baggio, le 22 reti rappresentano il proprio migliore score in campionato in una sola annata: le tante marcature e magie incantano i 27.000 abbonati e i 32.000 spettatori di media al Dall’Ara e il Ct della Nazionale Cesare Maldini, che lo porta ai Mondiali di Francia nel 1998.

LAMBERTO ZAULI (2001-2002 e 2006-07, 80 presenze, 12 reti e 2 assist). Promessa mantenuta solo in parte, talento purissimo ma a volte incostante giunto tardi in Serie A e che ha fatto le fortune delle squadre di provincia. Il suo sapersi muovere tra le linee e le qualità fuori dal comune trascinano il Bologna a 90 minuti da una storica qualificazione in Champions League, in un campionato comunque concluso con il miglior score e il miglior piazzamento in Serie A nel nuovo millennio.

GASTON RAMIREZ (2010-2012, 60 presenze, 15 reti e 8 assist). A nostro avviso il talento più fulgido e cristallino transitato sotto le Due Torri nel nuovo millennio: il gioiello uruguayano incanta fin dalle prime uscite, con Pioli che ne esalta le caratteristiche offensive schierandolo sulla trequarti, posizione in cui segna e aiuta a segnare i propri compagni con regolarità. Doti e numeri da predestinato, ma proprio sul più bello si interrompe la sua ascesa: in Inghilterra, anche a causa di diversi problemi fisici, non compie il tanto atteso salto di qualità ed il ritorno in Italia è caratterizzato, almeno al momento, da un rendimento altalenante.

ALESSANDRO DIAMANTI (2011-2014, 88 presenze, 22 reti e 22 assist). Sotto le Due Torri ha raggiunto il punto più alto della propria carriera, guadagnandosi un posto fisso in Nazionale grazie, in particolare, al proprio sinistro mortifero e alle punizioni velenose, vere e proprie gioie per gli occhi. Un rapporto chiuso dall’addio controverso, che ha spaccato e ancora divide i tifosi del Bologna: una cosa però è certa, senza il ricavato della sua cessione la società non sarebbe giunta al termine di quella stagione poi conclusasi con la retrocessione.

SIMONE VERDI (2016-18, 64 presenze, 16 reti e 15 assist). A Bologna raggiunge la piena maturazione calcistica, esplodendo definitivamente tra i senior: circondato da un contesto di fiducia nei suoi confronti e favorito da sistemi di gioco che lo vedono spesso con la palla tra i piedi, Verdi riesce a mettere in mostra appieno le proprie notevoli capacità balistiche. Addio estivo inevitabile, dettato dalla volontà del giocatore di cimentarsi nel contesto di una big: dal proprio canto il Bologna ha realizzato la più grande plusvalenza della propria storia.