Mer. Set 18th, 2019

Il nuovo Bologna di Sinisa Mihajlovic

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Sinisa Mihajlovic (foto pagina Facebook Bologna Fc)

Si è appena conclusa la finestra di calciomercato invernale, la cui chiusura era inizialmente prevista per il 18 gennaio, salvo poi essere prorogata al termine del mese stesso, per volontà – sinceramente incomprensibile – della maggior parte delle formazioni di centro-bassa classifica. Tempo di bilanci, dunque, in casa Bologna, alla luce di un mercato che ha visto gli immediati acquisti di Sansone e Soriano e, nelle ultimissime ore, le ufficializzazioni dei prestiti di Edera e Lyanco dal Torino.
Un filo comune ha caratterizzato l’operato societario, almeno fino all’esonero di Inzaghi: acquistare unicamente a fronte di un potenziale ed effettivo innalzamento del tasso tecnico e qualitativo della rosa.Si spiegano dunque in questa maniera gli arrivi di Sansone e Soriano, certamente giunti a Bologna anche grazie ai buoni uffici di Tullio Tinti, storico agente dell’ex allenatore rossoblù Filippo Inzaghi. Ma allo stesso tempo è bene ricordare che, pur provenendo da prime parti di stagione difficili con Villarreal e Torino, si tratta di giocatori di una caratura decisamente superiore a una squadra chiamata a lottare sino alla fine per la permanenza in Serie A.
Non sono invece andate a buon fine le trattative per Caceres, Spinazzola, Farias e Tonelli: il primo, nonostante un’offerta economica decisamente allettante sul piatto si è poi accasato alla Juventus (la dimostrazione che i soldi, sul mercato, fanno tanto ma non tutto) quella stessa squadra da cui sarebbe arrivato l’esterno umbro se solo l’assenza di Cuadrado, operato al ginocchio, e obbligato a saltare quasi tutta la stagione, non avesse costretto Allegri a mantenerlo in rosa. Il Cagliari ha fatto saltare l’intesa di massima raggiunta da Giulini e Fenucci nel week-end precedente la gara contro la Spal per lo scambio Falcinelli-Farias, ripiegando su Thereau e cedendo il brasiliano all’Empoli, mentre per Tonelli si è dovuto far fronte alla volontà di Giampaolo di trattenere il giocatore a Genova nonostante le difficoltà nel riscatto dal Napoli.
Dopo la disfatta contro il Frosinone il cambio in panchina: silurato Inzaghi, dentro Mihajlovic. Il tecnico serbo, nella conferenza stampa di presentazione, ha sottolineato come a suo avviso la rosa del Bologna valga più di ciò che la classifica attualmente occupa, rimarcando ancora una volta la necessità di compiere aggiunte unicamente per migliorare, non tanto per acquistare. Dentro, dunque, i soli Edera e Lyanco, giovani prospetti da lui già allenati a Torino, inseriti senza dover ricorrere ad alcuna cessione, trattandosi di profili under22.
Le speranze di salvezza dunque passano dalla nuova guida tecnica: aspetto da non sottovalutare, i nuovi acquisti inseriti in un contesto alla sfascio e con un allenatore senza più il controllo della situazione non possono sortire grandi effetti. La riprova, purtroppo, si è avuta nella sfida contro il Frosinone.
COME CAMBIA IL BOLOGNA?
4-3-3: Skorupski; Mbaye (Calabresi), Danilo, Helander (LYANCO), Dijks (Mattiello); Poli, Pulgar, SORIANO; EDERA (Orsolini), Destro (Santander), SANSONE (Palacio).
4-2-3-1: Skorupski; Mbaye (Calabresi), Danilo, Helander (LYANCO); Dijks (Mattiello); Poli, Pulgar; EDERA (Orsolini), SORIANO (Palacio), SANSONE (Palacio); Destro (Santander).

In maiuscolo gli acquisti nel mercato di gennaio

Questi i due moduli su cui Mihajlovic dovrebbe costruire il suo Bologna: visti i numerosi interni di centrocampo presenti in rosa, è più facile pensare alla prima ipotesi dall’inizio e alla seconda in corso d’opera. Come si vede pochi cambiamenti di uomini, rispetto al recente passato, ma soprattutto di mentalità.
DIFESA. Mihajlovic si è di fatto sempre affidato alla difesa a 4: sulla destra possibile alternanza tra Mbaye e Calabresi, esterni più bloccati, mentre sulla sinistra Dijks e Mattiello – che lo stesso tecnico serbo ha voluto trattenere a Bologna – giocatori più di spinta. In mezzo a guidare il reparto arretrato da Danilo, con Gonzalez come riserva, mentre al fianco del brasiliano parte inizialmente avanti Helander, ma attenzione alle quotazioni di Lyanco, più tecnico rispetto allo svedese.
CENTROCAMPO. Un reparto davvero ingolfato: Pulgar vertice basso e Soriano come mezzala sembrano favoriti per una maglia da titolare, mentre per l’ultimo tassello (nel centrocampo a tre) ballottaggio aperto tra diversi giocatori. Tra alti e bassi, il giocatore più costante è stato Poli rispetto ad uno Dzemaili irriconoscibile e ad un Donsah fuori causa per buona prima parte della stagione e poi completamente fuori dalle rotazioni di Inzaghi. Indietro, almeno inizialmente, Nagy e Svanberg.
ATTACCO. L’arrivo di Edera potrebbe insidiare la titolarità di Orsolini sul centro-destra, mentre è fuor di dubbio il ruolo di Sansone a sinistra. L’incognita si presenta in mezzo: Santander ha dimostrato di essere davvero importante nell’economia del Bologna, ma Mihajlovic ama punte in grado di giocare palla a terra, ragion per cui Destro è nettamente favorito. Capitolo Palacio: vero e proprio jolly in avanti (esterno, prima punta e sottopunta) difficile da tenere fuori al momento, anche se incombono i 37 anni. Decisamente dietro nelle gerarchie i vari Krejci, Falcinelli e Okwonkwo, alla fine tutti rimasti sotto le Due Torri.