Mar. Set 17th, 2019

Benedetto secondo tempo!

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L'esultanza del Bologna (Getty Images)

Benedetti secondi tempi, è proprio il caso di dirlo: l’ottima situazione di classifica e la virtuale salvezza, ancora da certificare attraverso l’aritmetica nei prossimi 180 minuti, dipendono in larghissima parte da un rendimento strabiliante nelle secondi frazioni di gara.Il fatturato delle ultime 8 giornate, pari a 16 punti, ha permesso al Bologna di abbandonare la drammatica terz’ultima posizione e di mettersi alle spalle ben cinque compagini che precedentemente le erano davanti: nello stesso arco di gare sono stati conquistati 13 punti in più di Fiorentina e Genoa, 11 in più del Parma, 6 rispetto all’Empoli e 4 sull’Udinese.
Ma tutto ciò non sarebbe stato possibile senza i fantastici secondi 45 minuti. Secondi tempi meravigliosi. Secondi tempi che hanno portato in dote la salvezza. Ecco l’elenco dei risultati al 45’ e al 90’ e i punti conquistati in più, rispetto alla prima frazione di gara.

partita                  risultato finale          primo tempo           punti in più

Bologna-Sassuolo                2-1                0-0                             2 punti
Atalanta-Bologna                4-1                4-0                             0 punti
Bologna-Chievo                   3-0                0-0                             2 punti
Fiorentina-Bologna            0-0                0-0                              0 punti
Bologna-Sampdoria           3-0                0-0                              2 punti
Bologna-Empoli                  3-1                0-1                               3 punti
Milan-Bologna                    2-1                1-0                                0 punti
Bologna-Parma                  4-1                 0-0                               2 punti

Calcolatrice alla mano, salta subito all’occhio il differenziale in termini di punti tra i primi e i secondi 45 minuti: qualora le contese si fossero infatti chiuse dopo un tempo il Bologna avrebbe raccolto la bellezza di 11 punti in meno e in questo momento sarebbe retrocesso, conti alla mano. Infatti non sarebbe andato oltre i 29 punti con lo scontro diretto contro l’Empoli sfavorevole – al 45’ perdeva 0-1 e aveva perso all’andata – Empoli che di punti ne ha 35. Dunque i conti sono presto fatti. Ma per fortuna le partite finiscono al 90’, anzi, qualche minuto dopo.

Nelle seconde frazioni il Bologna non ha mai perso un singolo punto: contro l’Atalanta, unica macchia della nuova era Mihajlovic sotto le Due Torri, il parziale era chiaramente segnato, contro il Milan comunque si è vista una squadra gagliarda sino alla fine mentre a Firenze, seppur al cospetto di una squadra in crisi nerissima – ma alla prima col nuovo allenatore – il Bologna è riuscito, comunque, a difendersi bene e a portare a casa un punto preziosissimo per la classifica, da muovere sempre e comunque quando ci si deve salvare.
Il secondo dato che salta all’occhio, se possibile ancora più eclatante, riguarda la produzione offensiva: con le 17 reti messe a segno, sempre nell’arco degli ultimi 8 turni, il Bologna è il miglior attacco della Serie A. Ebbene: tutte le marcature sono arrivate nei secondi tempi, per una sbalorditiva media di 1 gol ogni 21 minuti circa.
L’ultima rete realizzata in una prima frazione risale al penalty del 2-1 trasformato da Pulgar contro il Torino: dal successivo gol di Orsolini, valido per il momentaneo 3-1, il Bologna ha sempre e solo segnato nei secondi 45 minuti.
Come si spiegano questi dati? Sicuramente con l’intensità e aggressività che Mihajlovic pretende dai propri ragazzi, ma anche dalla capacità di saper reagire alle situazioni avverse, quali lo svantaggio nello scontro diretto contro l’Empoli e la doccia fredda del pareggio del Sassuolo in pieno recupero, e di concretizzare quanto di importante prodotto nelle prime frazioni, come si è visto ad esempio in maniera evidente nelle prime frazioni delle sfide contro Chievo, Sampdoria e Parma, circostanze in cui il Bologna avrebbe meritato vantaggi importanti.
Vero e proprio spirito di abnegazione da parte dell’intero gruppo: Mihajlovic è riuscito a toccare le corde giuste, infondendo fiducia e sicurezza a giocatori che hanno espresso nella prima parte di stagione meno rispetto al loro effettivo potenziale e rispolverandone altrettanti poco utilizzati nel girone d’andata.