Gio. Ago 22nd, 2019

Conferenza di fine anno, Joey Saputo: «Vogliamo il salto di qualità. Mihajlovic? Sono ottimista»

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Joey Saputo e Claudio Fenucci (Sky Sport)

Tempo di bilanci in casa Bologna, al termine di una stagione dai due volti: a dir poco complicata la prima parte ed esaltante la seconda, conclusasi con un decimo posto finale. Queste le parole del chairman Joey Saputo e dell’amministratore delegato Claudio Fenucci, nella consueta conferenza stampa di fine campionato.

Alla fine è arrivato uno strepitoso decimo posto, ma quanta sofferenza, almeno sino a marzo: «Abbiamo disputato due campionati, risulta difficile dare una valutazione complessiva dell’annata: una prima parte negativa con il terzultimo posto, una seconda da Febbraio con 30 punti da 17 giornate, una media da Europa. Non ho mai pensato alla retrocessione, ricordo molto bene quei giorni di fine Gennaio: con l’arrivo di Mihajlovic e di altri giocatori di valore, uniti a quelli già presenti in rosa, siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo anche divertendoci. Rivolgo pubblicamente i complimenti ai protagonisti, non dimentichiamo gli errori fatti ma bisogna anche riconoscere alla società la capacità di aver posto rimedio alla situazione».

Ben chiari gli obiettivi futuri: «Sono una persona molto competitiva, non prendo in considerazione di fare un’altra stagione del genere. Serve un cambio di passo, ora è arrivato il momento del salto di qualità, l’obiettivo del Bologna deve essere quello di stabilizzarsi nella parte sinistra della classifica, senza correre il rischio di ritrovarsi con l’acqua alla gola o in lotta per la salvezza. Gli investimenti saranno adeguati, voglio mantenere vivo l’entusiasmo, ripartiamo da qui».

L’intento è quello di trattenere il tecnico Mihajlovic: «Abbiamo parlato con Sinisa Mihajlovic esponendo il nostro programma: sono ottimista, i suoi obiettivi convergono con i nostri. Entro 10-15 giorni avremo novità, mi va bene il periodo che si è preso, il nostro tecnico capisce anche la nostra problematica di non poter aspettare oltre. Il problema non è il contratto ma che le nostre filosofie si incontrino».

Uno sguardo alla dirigenza: «In questo momento non posso dire se ci saranno cambiamenti in ambito dirigenziale. Sicuramente come società dobbiamo migliorare in maniera globale. Sabatini? Lo conosco da tanti anni e il suo profilo rappresenta sempre una grande opportunità, una leggenda del calcio italiano da cui poter solo imparare. Lo scopo è migliorare la nostra posizione sia a livello sportivo sia a livello di sponsorizzazioni».

Interviene Fenucci, a proposito della guida tecnica e del mercato: «Nell’incontro con Mihajlovic non abbiamo toccato la tematica del contratto, vogliamo prima capire se possiamo condividere il percorso. Sinisa ha stabilito un periodo di dieci giorni per una risposta, abbiamo cercato di far capire a Mihajlovic le potenzialità del club. Per quanto riguarda il mercato avremo alcuni riscatti obbligatori da fare e opzioni su altri giocatori che vogliamo esercitare: Lyanco rappresenta un’operazione difficile, mentre per Orsolini cercheremo una soluzione che possa accontentare entrambe le società».

Il futuro di Bigon: «Ha un contratto, l’abbiamo scelto perché volevamo un cambio progettuale. Ha commesso degli errori ma fatto anche cose buone, valuteremo nei prossimi giorni come proseguire, avremo probabilmente una struttura più complessa rispetto all’attuale ed un progetto più ampio».

Si procederà anche col restyling Dall’Ara: «Gli investimenti sulle strutture andranno avanti di pari passo con quelli sulla squadra, possono andare avanti assieme con le loro peculiarità. Il progetto è quello di costruire uno stadio dentro lo stadio, la UEFA richiede un impianto da almeno 30.000 posti per le competizioni europee. Durante i lavori lo Stadio non sarà agibile per 15-16 mesi, dovremo trovare un impianto che possa ospitare il Bologna in quel dato periodo».

Ipotesi SuperChampions: «Non sono molto favorevole all’idea, i club ricchi hanno sempre più risorse ed in questa maniera si rischia di ammazzare I tornei nazionali. L’accesso alle competizioni europee deve avvenire attraverso i campionati nazionali».