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Bfc: arriva Sabatini, il re delle plusvalenze

Walter Sabatini, nuovo responsabile dell'area tecnica del Bologna.
Walter Sabatini, nuovo responsabile dell'area tecnica del Bologna.

Grande colpo di mercato tra le file dirigenziali del Bologna: ormai è certo che il prossimo responsabile dell’area tecnica sarà Walter Sabatini, profilo già vicino all’approdo sotto le Due Torri nel 2016.
Probabilmente era solo questione di tempo: in quella circostanza la trattativa non andò a buon fine, con la società rossoblù che virò su Riccardo Bigon: lo stesso DS veneto dovrebbe restare nell’organigramma societario.
Sabatini ha 64 anni compiuti ad inizio maggio e una carriera da calciatore che sarebbe potuta essere decisamente migliore, viste le qualità. Invece ha raccolto molto meno di quanto avrebbe potuto: la Roma lo preferì addirittura a Bruno Conti come ala destra. Ma alla fine, anche per qualche infortunio di troppo, raccoglie appena 11 presenze nella massima serie e 48 in B. Nel 1990 è responsabile del settore giovanile del Perugia e poi tenta la carriera da allenatore a Gubbio, con pessimi risultati.

Passa così al settore giovanile della Lazio con Beppe Dossena: scopre due pietre miliari del calcio italiano come Nesta Di Vaio, restando in biancoazzurro sino al 1994.

Nello stesso anno approda alla Triestina in Serie C: nei quattro anni friulani da sottolineare l’acquisto dell’allora sconosciuto Riccardo Zampagna, attaccante scovato direttamente dai campionati dilettantistici dell’Umbria e che si ritaglierà una carriera di tutto rispetto tra i professionisti.
Nel 1998 l’approdo all’Arezzo, sempre in Serie C: in coppia con Serse Cosmi sfiorerà la promozione in Serie B anche grazie ai gol di Fabio Bazzani, prelevato dal Varese nel 1999 e protagonista di una cavalcata che si interromperà unicamente ai playoff contro l’Ancona.
Nel 2000 il ritorno al Perugia, ma qui la sua carriera rischia di interrompersi definitivamente: infatti per il tesseramento irregolare di un calciatore extracomunitario viene squalificato per cinque anni con proposta di radiazione. Radiazione che arriva più di tre anni dopo: un lasso di tempo troppo lungo che gli permette di chiedere l’annullamento della sentenza. Dovrà scontare la squalifica di cinque anni ma non viene più radiato: così si avvicina alla Lazio di Lotito per cui lavora ancora squalificato.

Torna, dunque, in pista nel 2004 facendo ritorno alla Lazio, restando nella Capitale sino al termine della stagione 2007/08 dove per dissidi con Lotito dà ripetutamente le dimissioni. Condizione questa che si ripete ben sei volte nelle ultime stagioni: si dimette, infatti, da tutte le squadre per le quali è dirigente. A Roma il budget non è certamente importante, ma con meno di 2 milioni di euro riesce per esempio a portare in biancoceleste due terzini come Aleksander Kolarov Stephan Lichsteiner, successivamente rivenduti e capaci di fruttare a Lotito circa 30 milioni di euro.
Da rimarcare anche gli acquisti di Stefan Radu Cristian Ledesma , colonne portanti della Lazio per diverse stagioni, dell’ex nazionale svizzero Valon Behrami e di Fernando Muslera, estremo difensore tutt’ora titolare dell’Uruguay.
Positivi i risultati sul campo: in due annate la Lazio, guidata da Delio Rossi in panchina, giunge ad un piazzamento europeo. Il 6° posto del 2005/06, valido per l’accesso alla Coppa Uefa, viene però revocato dai noti fatti di Calciopoli, mentre il 4° posto della stagione successiva conduce i biancocelesti ai preliminari di Champions League, poi superati anche se la squadra arriva all’ultimo posto nel girone.
Walter Sabatini fa poi tappa a Palermo, fermandosi in Sicilia dal luglio 2008 al novembre 2010, quando arrivano le dimissioni per motivi personali: dopo una prima parte di stagione interlocutoria, i rosanero (ancora con Delio Rossi) fanno registrare nel campionato 2009-10 la propria miglior stagione nella massima serie, arrivando davvero ad un passo da una storica qualificazione in Champions League.
Proprio nel corso dell’estate del 2009 arriva a Palermo Javier Pastore: acquistato da Sabatini per 6,5 milioni di euro, El Flaco verrà rivenduto nel 2011 al Psg per 43 milioni di euro. Da non dimenticare l’intuizione Josip Ilicic, acquistato proprio dopo aver affrontato ed eliminato nei preliminari di Europa League gli sloveni del Maribor. Il grande rimpianto? La mancata esplosione di Abel Hernandez, giocatore dai mezzi tecnici imponenti che non ha però saputo sfruttare a pieno e che ora, alla soglia dei 30 anni, milita nel Cska Mosca.

Capitolo a parte merita l’ennesima esperienza romana, questa volta sulla sponda giallorossa del Tevere: ufficializzato dall’allora presidente Thomas Di Benedetto nel giugno 2011, Sabatini concluderà l’esperienza alla Roma con la rescissione di contratto avvenuta nell’ottobre 2016, anche se si può ricondurre all’esonero di Rudi Garcia, sostituito da Luciano Spalletti nel febbraio 2016, la conclusione dell’era Sabatini in giallorosso.
Un quinquennio caratterizzato da oltre 200 transazioni di mercato: vero e proprio mago delle plusvalenze, seppur non siano mancati fisiologici errori dettati dall’ingente mole di operazioni concluse.
Certo, il conto alla voce trofei langue: mal comune per tutte le squadre di alto livello in Italia, impotenti dinnanzi ai strepitosi risultati della Juventus. L’operato di Sabatini, anche passando da alcune valutazioni errate in termini di allenatori – leggasi Zeman – e giocatori, ha però consentito alla Roma di restare al vertice in Italia senza passare da veri e propri bagni di sangue economici.
i migliori acquisti e le migliori cessioni? Tra i pali sicuramente Alisson: scoperto da Sabatini nel 2015, la Roma lo preleva dall’Internacional per 8 milioni di euro e, dopo una stagione alle spalle di Szczesny ne raccoglie l’eredità ed esplode, venendo ceduto da Monchi al Liverpool per una cifra superiore ai 70 milioni di euro.
C’è poi Marquinhos, difensore brasiliano prelevato nel 2013 dal Corinthias per 4 milioni di euro e rivenduto, dopo una sola stagione di Serie A, in Francia al Psg alla cifra di 31 milioni di euro. Non era da scoprire Mehdi Benatia, arrivato dall’Udinese nel 2013 per 13 milioni di euro e ceduto al Bayern Monaco, nell’estate del 2014, a 28. Protagonista della cessione di Alessio Romagnoli al Milan, sulla base di 25 milioni di euro+ il 30% su una futura rivendita, gli acquisti di Kostas Manolas(Prelevato per 13 milioni di euro) Emerson Palmieri e Rudiger.Gli ultimi due rivenduti al Chelsea dopo l’addio di Sabatini: acquistati a 15 milioni di euro e ceduti complessivamente per una cifra vicina ai 60 milioni di euro.
A centrocampo spicca chiaramente il nome di Miralem Pjanic, prelevato dal Lione nel 2011 per 11 milioni di euro e volato alla Juventus nel 2016 per 32 milioni. Non da meno Radja Nainggolan e Kevin Strootman, colonne portanti del centrocampo di una Roma giunta sino in semifinale di Champions League: entrambi voluti da Sabatini in giallorosso, sono poi stati ceduti dall’ex ds giallorosso Monchi nell’ultima sessione estiva di mercato, garantendo ingenti plusvalenze nonostante la carta d’identità non più verdissima. Altre plusvalenza notevole quelle realizzate con Leandro Paredes e  Andrea Bertolacci: il centrocampista argentino, prelevato dal Boca Juniors nel 2014 per 6 milioni di euro, è stato successivamente rivenduto allo Zenit San Pietroburgo nel 2017 per un corrispettivo di 27 milioni di euro. Il secondo, prodotto del settore giovanile giallorosso come Romagnoli, verrà invece ceduto al Milan per 20 milioni di euro nel 2015.
In avanti da sottolineare i colpi di Erik Lamela, Mohammed Salah Gervinho: il primo ceduto al Tottenham nel 2013 per una cifra superiore ai 30 milioni di euro, dopo esser stato acquistato nel 2011 per circa 17 milioni di euro. L’egiziano, anch’esso fortemente voluto da Sabatini, è approdato nella Capitale per 20 milioni di euro nel 2015 ed è stato rivenduto al Liverpool nel 2017 per 50 milioni. L’ivoriano, vera e propria freccia nell’arco nell’era Garcia, è stato acquistato per 8 milioni di euro e poi rivenduto in Cina per 18.

Più difficile analizzare le ultime due esperienze, anche per una questione di tempistica: il percorso di un direttore sportivo o di un direttore dell’area tecnica non può essere giudicato dalla singola stagione.
Nel maggio 2017 diventa il responsabile dell’area tecnica del gruppo Suning, di cui fanno parte l’Inter e appunto il Jiangsu Suning: l’esperienza si conclude anzitempo nel marzo 2018, la rosa allestita dal Piero Ausilio è comunque in grado di riportare i nerazzurri in Champions League dopo 6 anni anche grazie al fondamentale apporto di giocatori come Cancelo, Vecino, Skriniar e Rafinha, prelevati a vario titolo tra il mercato estivo 2017 e quello invernale 2018.
Conclusa l’esperienza meneghina con le solite dimissioni, approda a Genova: nominato direttore tecnico della Sampdoria a metà giugno, con Carlo Osti quale direttore sportivo, Sabatini rassegna le dimissioni al termine della trasferta persa contro il Bologna, a seguito di un alterco avuto con il presidente Ferrero negli spogliatoi dello Stadio Dall’Ara.

 

About the author

Riccardo Rimondi

Nato a Bologna nel 1995, aspirante giornalista, in passato ha scritto per Calcio Estero News e tuttora collabora con Sport House: da Dicembre 2015 ha iniziato la propria esperienza con Tempi Supplementari Sport Bologna.
Tifosissimo (ovviamente) del Bologna in Italia, mentre per quel che concerne il calcio internazionale è un sostenitore del Tottenham in Inghilterra, dell'Athletic Bilbao in Spagna e del St.Pauli in Germania.

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