Dom. Set 15th, 2019

Un Bologna tutto nuovo (o quasi)

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Il mercato estivo del Bologna Fc giocatore per giocatore, ambizioni e presupposti per una stagione importante

Walter Sabatini, nuovo coordinatore delle aree tecniche di Bologna e Montreal Impact.

Terminata ieri la sessione estiva di mercato, è il momento di valutare l’operato del Bologna, la potenziale formazione-tipo e i possibili obiettivi stagionali. 


IL MERCATO. Oltre 60 milioni di euro spesi sul mercato e, nel complesso, un passivo finale di circa 40 milioni di euro. 
Ma sarebbe davvero riduttivo limitarsi a sciorinare unicamente i numeri della campagna acquisti appena terminata. Il mercato appena terminato è stato studiato in funzione di un calcio propositivo, coraggioso e dai precisi dettami tattici, ragion per cui il primo colpo è la riconferma dell’attore principale della seconda parte dello scorso campionato, quel Sinisa Mihajlovic cercato concretamente dalla Roma a inizio giugno. 
Non da meno è stato il colpo Walter Sabatini come grande supervisore del mercato di Bologna e Montreal, all’ennesima sfida della sua carriera: profilo scafato che ha sempre aumentato il valore tecnico del patrimonio di ogni squadra in cui hai lavorato, oltre ad aver fatto le fortune dei presidenti con le numerose plusvalenze messe a segno. 


Riscattata ad inizio giugno la coppia Sansone-Soriano per 15 milioni, il Bologna ha mandato un segnale ben preciso all’intero mercato poche settimane dopo, acquistando a titolo definitivo Riccardo Orsolini: messi sul piatto ben 15 milioni di euro per il classe 1997, una cifra non banale in un mercato sempre più propenso a clausole ed opzioni nelle trattative, aggiudicandosi a titolo definitivo i servigi di uno dei talenti più fulgidi del calcio italiano, desideroso di proseguire la propria avventura sotto le Due Torri. 


I restanti 36 milioni di euro sono stati investiti percorrendo i mercati esteri, ad eccezione del centrale Mattia Bani, prelevato dal Chievo per 2,5 milioni di euro: partendo dalla difesa si è deciso di sostituire il vuoto lasciato da Lyanco puntando su Stefano Denswil, esperto ma ancora giovane centrale olandese proveniente dal Club Brugge investendo 6 milioni di euro e mettendone altri 9 sul piatto per la piacevole sorpresa Takehiro Tomiyasu, prelevato dai belgi del Sint-Truiden.


A centrocampo il Bologna ha lavorato sottotraccia e con pazienza, ufficializzando Jerdy Schouten dall’Excelsior ad inizio luglio per circa 2,5 milioni: il ‘97 olandese avrebbe dovuto ricoprire il ruolo di vice-Pulgar ma le ultime vicende di mercato lo porteranno a crescere alle spalle di Gary Medel. 
Infatti, la società non si è fatta infatti trovare impreparata dalla clausola esercitata dalla Fiorentina per Pulgar, avviando i contatti con il capitano della nazionale cilena già a metà luglio: di fatto il ricavato di Erick è stato investito per Medel, arrivato per 2 milioni di euro, e Nicolas Dominguez, talentuoso centrocampista argentino da tempo nel mirino di Sabatini divenuto di proprietà del Bologna in un’operazione da circa 9 milioni di euro, tra parte fissa e bonus. 
A proposito di Dominguez: il Velez, in particolare il tecnico Heinze pronto a rassegnare le dimissioni, non si sarebbe mai voluto privare del proprio centrocampista in questa sessione di mercato. Il suo acquisto e la permanenza in prestito in Argentina consentiranno a Dominguez di crescere e garantiranno al Bologna la possibilità di mantenere rapporti proficui con il Velez per il futuro, cosa difficilmente ipotizzabile nel caso l’argentino fosse stato portato via semplicemente esercitando la clausola. 

Detto del trio Orsolini-Soriano-Sansone in avanti, l’ultimo acquisto di livello risponde all’esterno offensivo danese Andreas Skov Olsen, potenziale crack europeo strappato alle grinfie di club blasonati quali Tottenham e Bayern Monaco: 6 milioni di euro al Nordsjelland, dopo qualche giorno di riflessione la stella danese ha sciolto le riserve e accettato la destinazione Bologna. 


Importante anche il lavoro in uscita: il club è riuscito a dirottare verso altre squadre giocatori che non rientravano più nei piani di Mihajlovic, garantendosi allo stesso tempo un gruzzoletto di circa 20 milioni di euro, escludendo dal conto i 4,5 già concordati con la Samp per il riscatto di Alex Ferrari, ed alcune plusvalenze a bilancio.

Altri 10 milioni di euro potrebbero arrivare la prossima estate: a tanto ammonta infatti la somma dei potenziali riscatti di Calabresi, Falletti e Donsah, tutti ceduti all’estero con opzione per il riscatto.

LO SCHIERAMENTO. Skorupski; TOMIYASU, Danilo, DENSWIL, Dijks; Poli, MEDEL; Orsolini, Soriano, Sansone; Palacio. 


Il calcio messo in mostra da Mihajlovic, oltre ad essere propositivo e coraggioso, è davvero dispendioso per i giocatori: il mercato del Bologna è servito anche ad allungare le rotazioni, come vedremo entrando nel dettaglio del possibile undici stagionali. 


Partendo dalla difesa, rispetto alla scorsa stagione dovrebbero essere due i volti nuovi in pianta stabile nell’undici titolare: il giapponese Tomiyasu, inizialmente acquistato come centrale, si sta guadagnando la titolarità come terzino destro a suon di prestazioni convincenti. Certo, gli avversari incontrati dal Bologna (Pisa in Coppa Italia, Verona e Spal) erano privi di esterni offensivi veri e propri, ma finora la doppia fase è stata eseguita egregiamente, garantendo al Bologna un’alternativa a Dijks in fase di spinta. Rischia la panchina Mbaye: saprà riconquistarsi in corso d’opera i galloni da titolare, come avvenuto nelle scorse stagioni? 
Danilo e Denswil la coppia centrale di difesa, il cui affiatamento risulta essere sempre più in crescita: in caso di necessità, oltre allo slittamento di Tomiyasu in mezzo, il Bologna potrà far affidamento su Bani, profilo adatto ad accettare la panchina ma allo stesso tempo in grado di dare il proprio apporto in caso di necessità, sul giovane Corbo e in casi estremi anche su Medel, avendo il capitano cileno già occupato costantemente quella posizione in Nazionale. 
Sull’out di sinistra fuori discussione la titolarità di Dijks, piacevolissima sorpresa dello scorso campionato: come riserva alla fine è rimasto Krejci, sempre più applicato nel ruolo. 


L’equilibratore in mezzo al campo continua a parlare cileno: il Bologna infatti è passato da Pulgar a Medel, quest’ultimo forse meno protagonista con il pallone tra i piedi ma risorsa preziosissima in fase difensiva e di non possesso, oltre a portare alla squadra doti di leader e di trascinatore non nelle corde di Pulgar. Medel è inoltre un profilo d’esperienza utile per aiutare Schouten nel suo processo di ambientamento e di crescita nella Serie A. 
Al suo fianco ballottaggio Dzemaili-Poli: il primo teoricamente ha doti da incursore più importanti del secondo, ma l’inizio di stagione del centrocampista veneto, a livello quantitativo ma anche qualitativo, gli garantisce almeno per ora la titolarità in pianta stabile. Il centrocampo potrà essere eventualmente supportato, in caso di bisogno, dall’arretramento di Svanberg – profilo gradito a Sinisa Mihajlovic e al suo staff – e di Soriano. 


Più definite le gerarchie nei 3 dietro la punta: Orsolini-Soriano-Sansone alle spalle della punta. Come riserve il Bologna potrà contare su Skov Olsen, chiamato però prima ad ambientarsi in un calcio diverso rispetto a quello basico dei paesi scandinavi, Svanberg quale vice-Soriano e Palacio come jolly offensivo, potendo occupare tutti i ruoli dell’attacco. 
A proposito di Palacio: parte titolare come punta centrale, con lui la squadra gioca indubbiamente meglio. Dalla panchina un centravanti tecnico e più d’area come Destro e un ibrido come Santander, dalla tecnica comunque notevole e in grado di lavorare per la squadra con il proprio fisico. 

GLI OBIETTIVI STAGIONALI. L’entusiasmo dettato dalla scorsa seconda parte di stagione è ancora tangibile nell’ambiente, ma ciò non deve assolutamente dare origine a voli pindarici. 
I 44 punti ottenuti nello scorso campionato, limitandoci ai soli tornei ai 20 squadre, avrebbero garantito la parte sinistra della classifica solamente in 2 dei 14 tornei precedenti il campionato 2018/19: risulta inoltre prematuro parlare d’Europa, poiché il Torino per raggiungere i preliminari di Europa League con il proprio 7º posto e 63 punti totali, ben 19 in più del Bologna, ha dovuto ringraziare la vittoria in Coppa Italia della Lazio che ha liberato ai granata l’accesso europeo (poi fallito) contro il Wolwerhampton. Senza trascurare il ritiro del Milan dall’Europa per il mancato rispetto del fair play finanziario.
Al Bologna manca dunque un vero campionato di metà classifica, costante nel rendimento e senza cali nella seconda parte di stagione: questo l’obiettivo concreto da perseguire, magari scollinando quella quota 50 raggiunta e superata solo nella stagione 2011/2012, sempre parlando di Serie A con 20 squadre. 
Le principali concorrenti? Al netto degli inizi di stagione squadre quali Cagliari, Genoa, Fiorentina e Parma, tutte protagoniste con mercati di livello. Da valutare la posizione della Sampdoria, il cui ambiente è condizionato dalle vicende legate alla possibile cessione.