Gio. Dic 5th, 2019

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Gli uomini che hanno fatto il Bologna! (3ª parte)

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Decade per decade, dalla sua fondazione, gli eroi che hanno fatto grande il Bologna fc per festeggiare i suoi 110 anni di storia

Giuseppe Savoldi, bergamasco, è stato uno dei grandi bomber del Bologna (foto www.bolognafc.it)

La terza parte è dedicata a sei personaggi che hanno scritto la storia del Bologna tra il 1969 e il 1999. 

1969-79 Giuseppe Savoldi e Tazio Roversi 
Il primo Beppe-gol della storia rossoblù: quarto realizzatore di sempre della storia del Bologna con 140 reti. Giuseppe Savoldi indossa i colori del Bologna dal 1968 al 1975 una prima volta e nella stagione 1979-80, per un totale di 317 presenze in tutte le competizioni: Serie A, Coppa Italia, Coppa Delle Coppe, Coppa Uefa, Mitropa Cup, Torneo Anglo-Italiano e Coppa Delle Alpi. Con la maglia del Bologna il bergamasco solleva 2 Coppe Italia ed 1 Torneo Anglo-Italiano. Cresciuto ed esploso al Bologna dopo esser transitato dall’Atalanta, nel 1975 fa il suo trasferimento al Napoli: un affare complessivo da 2 miliardi da lire, tra contanti (1 miliardo e 400 milioni) e giocatori inclusi nell’operazione, che gli fanno guadagnare appunto la nomea di Mister 2 miliardi. 
Tazio Roversi, prematuramente scomparso a 52 anni nel 1999, è invece il secondo giocatore con più presenze nella storia del Bologna, dietro al solo Bulgarelli: 455 incontri disputati con la maglia rossoblù tra il 1963 e il 1979. Un terzino molto corretto, con due sole espulsioni in carriera: emblematica la circostanza in cui dopo un fallo su Gigi Riva esce dal campo, non prima però di aver stretto la mano all’arbitro e al giocatore avversario. Riserva nell’anno dell’ultimo scudetto, con il Bologna vince il Torneo Di Viareggio nel 1967, oltre a 2 Coppe Italia e al Torneo Anglo-Italiano.

1979-89 Roberto Mancini e Gigi Maifredi 
Decade difficile quella degli anni ‘80, culminati con la retrocessione in Serie C. Il Bologna, assieme alla Juventus e all’Inter, è l’unica delle 3 squadre italiane a non aver mai conosciuto l’onta della retrocessione in B: purtroppo, nella stagione 1981-82, il crollo arriva all’ultima giornata, con la sconfitta di Ascoli. Nel grigiore di quella stagione si fa però spazio un certo Roberto Mancini, giovane attaccante marchigiano giunto sotto le Due Torri nel 1977, ad appena 13 anni, capace di vincere nel 1981 il campionato Allievi con la selezione di categoria. Proprio nel campionato 1981-82, nemmeno 17enne, arriva l’esordio con i grandi ed una stagione da 9 reti in 30 presenze. È lui il talento con cui ripartire e risalire dalla Serie B? Non è dello stesso avviso il presidente dell’epoca Fabbretti, che decide di cederlo alla neopromossa Sampdoria del presidente Mantovani per 4 miliardi di vecchie lire: la notizia suscita la contestazione della tifoseria per le vie della città, ma purtroppo l’operazione è già ultimata e non si torna indietro. 
Dopo aver conosciuto l’inferno della Serie C1 nella stagione 1983-84, il Bologna vivacchia per 3 anni in Serie B. Ma nel 1987 Gino Corioni, divenuto presidente della società due anni prima, decide di affidare la panchina ad un tale che, prima di divenire allenatore professionista, lavorava come rappresentante di alcoolici. Il suo nome è Gigi Maifredi, semisconosciuto tecnico 40enne che nella precedente stagione ha condotto l’Ospitaletto (vecchia squadra di Corioni) in Serie C1. Lo scetticismo iniziale, tipico del bolognese appassionato di calcio, viene smentito da un gioco vincente e votato all’attacco, che porta il Bologna a stravincere quel campionato, a una salvezza tranquilla appena tornato in Serie A e a una storica qualificazione in Coppa Uefa nel 1990. Calcio champagne, gioco di parole troppo facile visto il precedente lavoro di Maifredi: dopo quella stagione Gigione tanta la grande avventura alla Juventus, una scelta che si rivela fatale ed è l’inizio del declino per l’allenatore bresciano. 

1989-99 Giuseppe Gazzoni Frascara e Roberto Baggio
Il 1993 è un anno tormentato per il Bologna, scivolato nel giro di pochi anni dalla Coppa Uefa ad una nuova retrocessione in C1. E non finisce qui: nello stesso anno arriva anche il fallimento del Bologna Calcio, con la nuova squadra denominata Bologna Fc 1909 che riparte dal campionato di Serie C grazie all’avvento dell’imprenditore Giuseppe Gazzoni Frascara, già sponsor del Bologna nella stagione 1985-86 col marchio Idrolitina. Ed è un’acquisizione che passa ai libri di storia: con un capolavoro legale-amministrativo, il curatore riesce a chiudere la stagione senza ritirarsi, e a vendere all’asta la società giusto in tempo per permetterle di partecipare alla serie C. Oggi, in identiche condizioni, si dovrebbe ripartire dai dilettanti. Nel giro di pochissimi anni Gazzoni Frascara porta il Bologna dai campi di provincia alle porte dello stadio Luzniki di Mosca, teatro della finale di Coppa Uefa 1999: un sogno spentosi solamente contro il Marsiglia, in una semifinale di ritorno che ancora grida vendetta. L’era Gazzoni dura 12 anni e si chiude, purtroppo, con la retrocessione del 2005, decisamente indirizzata della nota vicenda Calciopoli: a seguito del ritorno in cadetteria Frascara passerà la mano a Cazzola. 
Tra i tantissimi calciatori portati da Gazzoni sotto le Due Torri nel corso della sua gestione, il nome più altisonante resterà sempre quello di Roberto Baggio: pazza idea estiva di Gazzoni, il giocatore che solamente 4 anni prima aveva vinto il Pallone D’Oro si veste di rossoblù. Un matrimonio favorito dalla volontà del divin codino di guadagnarsi una convocazione a Francia 1998: obiettivo raggiunto grazie alle 22 reti in 30 gare, record personale in Serie A per Baggio, ma soprattutto utili al Bologna per guadagnare la qualificazione alla Coppa Intertoto, apripista della splendida cavalcata dell’anno successivo in Coppa Uefa. Matrimonio intenso ma breve, visto che già dopo Francia 1998 Baggio salpa verso Milano, sponda nerazzurra: ma non sono poi tante le squadre a poter annoverare la presenza di un campione come Baggio tra le proprie fila. 

(fine terza parte)