Ven. Nov 22nd, 2019

Tempi Supplementari

Lo sport a Bologna, soprattutto

Editoriale. Solo la conoscenza ci salva dall’ignoranza

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Perché non è rigore l'intervento di mano di De Ligt a fine

(foto www.bolognafc.it).

Il Regolamento del Giuoco del Calcio corredato delle Decisioni Ufficiali FIGC e della Guida Pratica AIA

Bisogna essere chiari e precisi: l’intervento di De Ligt a fine partita in Juventus-Bologna non era rigore. Non è rigore perché lo dice il Regolamento ufficiale 2019 del gioco del calcio di cui qui trovate il link. Il Regolamento del Gioco del Calcio con le Decisioni Ufficiali della Figc e la Guida Pratica dell’Associazione Italiana Arbitri. Per leggerlo, scaricarlo e consultarlo quando vi serve. Cosa che nessuno fa: i giornalisti per primi non sanno le regole, seguiti a distanza molto ravvicinata da giocatori, allenatori e dirigenti. Ovviamente i tifosi sono tifosi, non sono tenuti a conoscerlo a menadito, ma sarebbero i cosiddetti esperti a dover dare le giuste indicazioni.

Noi bolognesi non dobbiamo piangere a prescindere, non dobbiamo piangere perché ce lo dice qualcuno che non conosce le regole o fa finta di non conoscerle. Perché agli occhi dell’Italia facciamo poi figure ignobili che personalmente non mi va di fare. E questo non ha senso per una città che è sempre stata e sempre sarà culla di cultura e conoscenza. La Juve ruba è un assioma che facciamo nostro e sicuramente episodi poco chiari – o chiarissimi – ci sono stati e, forse, ci saranno sempre. Ma non questa volta. Almeno non in occasione del rigore o presunto tale.

E’ giusto e doveroso lamentarsi quando si subisce un torto, grave o non grave che sia, ma non questa volta. Almeno non in quell’occasione. Ha senso lamentarsi per il fallo di Pjanic non fischiato che porta al secondo gol: che poi quattro bolognesi si scambino successivamente la palla ha poca importanza. Non voglio un vantaggio nella mia area quando posso battere con calma una punizione. Di quello mi posso e mi devo lamentare. Non del presunto rigore che non esiste.

Prima di questa stagione in tutte le delegazioni provinciali della Figc sono state organizzate riunioni alla presenza di arbitri, o responsabili degli arbitri, che hanno ben spiegato tutta la casistica della tante novità presenti nel regolamento, dalla rimessa dal fondo alle ammonizioni per allenatori e dirigenti, sino alla nuova interpretazione del fallo di mano. Ed è stato ben chiaro da tutte le spiegazioni date ad agosto che il caso di De Ligt non è fallo. Vi invito a leggere pagina 91, al capitolo 12 Falli e Scorrettezze. E’ ben chiaro che quando la palla colpisce un’altra parte del corpo poi va sulla mano, non è mai rigore. Ovviamente il regolamento dice, e qui lo citiamo pedissequamente: «Di solito non è un’infrazione se il pallone tocca le mani / braccia del calciatore  se proviene direttamente dalla testa o dal corpo (compresi i piedi) del calciatore stesso».

Il «di solito» è naturalmente d’obbligo, altrimenti si potrebbe colpire la palla con la mano dopo averla alzata volontariamente da soli, azione del tutto irregolare, invece. Dunque il caso di De Ligt rientra perfettamente in questa tipologia, ben spiegata nel regolamento del calcio edizione 2019. Come è ben chiaro che qualunque gol arrivato dopo un tocco di mano – volontario o involontario non conta – proprio o di un compagno è da annullare sempre e comunque. Se non succede l’arbitro sbaglia.

Per favore parliamo sempre di cose che conosciamo. E se non le conosciamo, studiamole. E’ solo la conoscenza a salvarci dall’ignoranza.