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Bologna fc: analisi di un mercato deludente

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Aaron Hickey, uno degli acquisti rossoblù in questa lunga sessione estiva di calciomercato (foto pagina Facebook ufficiale Bologna fc)

Terminata ieri la sessione estiva di mercato, è il momento di valutare l’operato del Bologna, la potenziale formazione-tipo e i possibili obiettivi stagionali. Il giudizio complessivo non può che essere negativo, visto che la squadra non ha rafforzato i punti deboli e le evidente lacune mostrate lo scorso anno. Dopo aver a lungo trattato Supryaga era lecito attendersi un riferimento offensivo di prospettiva per sostituire Palacio mentre nelle ultime 48 ore, dopo l’incredibile serie di infortuni, era auspicabile un centrale per allungare le rotazioni. Anche perché, malgrado le difficoltà dell’annata post-Covid – o ancora in pieno Covid, dipende dai punti di vista – tutte, o quasi, le formazioni di serie A si sono rafforzate e l’obiettivo Europa League sembra davvero molto lontano, a meno di capolavori tattici di Sinisa Mihajlovic. È molto meglio guardarsi alle spalle e trovare in fretta le tre formazioni da mettersi alle spalle. Il Crotone non sembra al momento strutturato per la serie A mentre lo Spezia, forte anche di una ricca proprietà ha cambiato decisamente pelle con l’innesto di ben 7 titolari. Uguale discorso per il Benevento con 6 innesti di esperienza in una squadra che comunque aveva già conoscenza di Serie A con i confermati Maggio, Letizia, Schiattarella e Caldirola.

In un’ipotetica griglia di serie A è facile prevedere Inter, Atalanta e Napoli in lotta per il titolo, un gradino più sotto il Milan che punta ad un posto Champions, da contendere a Juventus, Lazio e Roma. Se dovessero mantenere le premesse Cagliari, Fiorentina, Sassuolo, Torino e Verona dovrebbe lottare per le posizioni di immediato rincalzo. Infine la battaglia per la salvezza che, quest’anno, potrebbe coinvolgere Benevento, Bologna, Crotone, Genoa, Parma, Sampdoria, Spezia e Udinese. Va detto che Parma, Udinese, Genoa hanno cambiato molto e solo nelle prossime settimane si saprà il loro reale valore ma ad esempio i Ducali, forti della nuova proprietà statunitense, hanno investito oltre 40 milioni di euro in giocatori di esperienza e prospettiva. Come si vede non sarà per nulla facile che il Bologna ripeta il campionato dello scorso anno e raggiunga una tranquilla salvezza.

IL MERCATO 

ACQUISTI: De Silvestri, Hickey, Vergani, Viviani e Karlsson. 

CESSIONI: Falletti, Sarr, Falcinelli, Santurro, Corbo, Cangiano, Cossalter, Bani, Donsah, Juwara.  

LE NOTE LIETE 

DIFESA DEL PATRIMONIO. Un mercato a dir poco conservativo per il Bologna, anche perché la maggior parte degli investimenti sono maturati nelle scorse sessioni: da sottolineare, in positivo, la difesa del proprio patrimonio tecnico e dunque l’aver evitato di ricorrere alle cessioni pesanti per poter operare in sede di mercato. Inoltre, una strada del genere avrebbe rappresentato la via più semplice e veloce per poter rendere meno negativo un bilancio sofferente a causa delle perdite dovute al Covid19. 
Il caso Tomiyasu è emblematico: il Milan si è fatto concretamente avanti negli ultimi giorni con offerte che non hanno soddisfatto la dirigenza rossoblu, eventualmente intenzionata a cedere il giovane calciatore nipponico unicamente alle proprie condizioni. Il bilancio in negativo non è stato dunque coperto dalle cessioni ma verrà sanato dalle ricapitalizzazioni dell’azionista di maggioranza, come noto Joey Saputo.  


LE NOTE NEGATIVE 

CAPITOLO DIFESA. Proprio perché abbiamo elogiato la capacità di resistere alla tentazione di ricorrere al mercato in uscita per poter attingere ad importanti risorse economiche, viene da chiedersi il perché della cessione di Bani: dalla propria il giocatore ritrova Maran, suo primo allenatore in Serie A ai tempi del Chievo, ed una titolarità che non avrebbe avuto garantita al Bologna con lo spostamento di Tomiyasu al centro del reparto. Di concerto la scelta è stata quella di puntare sull’arretramento di Medel, poi sfortunatamente infortunatosi a Benevento e questo non può certo essere rimproverato alla dirigenza, al pari degli infortuni di Poli e Dijks: a fronte di un’operazione che non garantisce certamente un cospicuo ricavo e nemmeno una corposa plusvalenza, la cessione di Bani sembra comunque rappresentare una scelta più squisitamente economica che di natura tecnica. Lo sfortunato infortunio di Medel fa il resto, con il Bologna costretto a reintegrare tra i ranghi Calabresi e Paz, due profili bocciati in passato da Mihajlovic. 

PUNTA CENTRALE. Per diverse settimane l’unico identikit dell’obiettivo in avanti è corrisposto al nome di Vladyslav Supryaga, attaccante classe 2000 in forza alla Dinamo Kiev: una trattativa in cui le parti hanno mantenuto le proprie posizioni in termini di domanda e offerta, scelta che ha portato alla fumata nera dell’operazione. 
In maniera legittima la dirigenza rossoblu ha scelto di non farsi prendere per la gola, fissando dei paletti ben precisi oltre i quali non spingersi: quello che fa riflettere è la mancanza di un eventuale piano B. 
Una nuova punta serviva soprattutto in prospettiva ma anche nel breve, poiché Palacio non è eterno e perché la teorica riserva sembra essere fuori dai piani tecnici di Sinisa Mihajlovic: parliamo ovviamente di Federico Santander, impiegato per 10 minuti nelle prime 2 uscite di campionato e panchinato per tutti i 90 minuti in quel di Benevento, in una gara in cui la presenza del Ropero sarebbe stata quantomeno utile nel finale di contesa. 
Riusciranno le due parti a convivere almeno fino a Gennaio? Le opzioni non abbondano, poiché l’unica alternativa all’eventuale utilizzo dell’ex Copenaghen porta all’impiego di Barrow nelle vesti di punta centrale. 

LA PROBABILE FORMAZIONE (4-2-3-1): Skorupski; DE SILVESTRI, Danilo, Tomiyasu, HICKEY; Schouten, Svanberg; Orsolini, Soriano, Barrow; Palacio. 

Lo schieramento non è chiaramente quello ideale, poichè fino a dicembre mancheranno per infortunio Medel, Poli e Dijks: partendo dalla difesa da registrare i reintegri di Calabresi e Paz, di rientro dai rispettivi prestiti ad Amiens e Lecce, pronti ad allungare le rotazioni difensive. Probabile spola per Denswil, chiamato a dividersi tra il ruolo di vice-Tomiyasu e quello di vice-Hickey, almeno sino a fine 2020. Spazio in arrivo anche per Mbaye, dietro a De Silvestri nelle gerarchie ma eventualmente utilizzabile anche sull’altra corsia. 
Reparto giovanissimo quello di centrocampo: alle spalle di Schouten chance per il giovane Baldursson e Kingsley, rientrato dal prestito poco positivo a Cremona, mentre per l’altra maglia ballottaggio tra Svanberg e Dominguez, con il centrocampista svedese sempre più in crescita e sempre più costante. 
Gerarchie più definite in avanti, se si esclude il versante del centro-destra: Orsolini è chiamato a riprendersi una maglia da titolare ai danni di Skov Olsen che però sta facendo meglio dell’azzurro, per Vignato e Baldursson – provato anche da trequartista – praticantato alle spalle di Soriano e Barrow parte davanti a Sansone sulla sinistra. Si giunge poi al dilemma centravanti: qualora mancasse Palacio, quale soluzione adotterà Mihajlovic? Spazio a Santander o adattamento di Barrow? 

IN CONCLUSIONE. Un mercato già di base conservativo per via degli investimenti effettuati nelle scorse sessioni di mercato lo è diventato ancor di più a causa degli effetti del Covid-19 sul mondo del calcio. La coperta è corta per quanto concerne le riserve difensiva, perché se l’undici titolare potrebbe definirsi migliorato con gli ingressi di De Silvestri e Hickey e lo spostamento di Tomiyasu al centro, lo stesso non si può dire della panchina, a maggior ragione dopo gli infortuni di lunga durata che priveranno la squadra di Poli, Medel e Dijks per 2 mesi. 
Numericamente – ma non qualitativamente – centrocampo e attacco sono invece ben assortiti, ma come ha rimarcato in precedenza Sinisa Mihajlovic sarà chiamato a trovare valide alternative a Rodrigo Palacio: è difficile ipotizzare 38 gare da titolare per l’attaccante argentino.