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Ama solo il rossoblù: ritratto del nuovo arrivo al Bfc, Paolo Faragò

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Il ritratto sportivo di Paolo Pancrazio Faragò, ultimo arrivo in casa Bfc.

Paolo Faragò in azione con la maglia del Cagliari (Pagina Facebook ufficiale del Cagliari Calcio)

Secondo innesto invernale per il Bologna: dopo avere acquisito Adama Soumaoro dal Lille, i rossoblu si apprestano ad accogliere in squadra Paolo Pancrazio Faragò, giocatore classe 1993 proveniente dal Cagliari. Percorso inverso per Arturo Calabresi: entrambi si trasferiranno nei nuovi club con la formula del prestito con diritto di riscatto che, se esercitato, garantirà una piccola plusvalenza avendo entrambi i giocatori il contratto in scadenza nel 2022 e di fatto essendo dunque a carico delle due società con residui di ammortamento davvero modesti.

Faragò nasce a Catanzaro il 12 febbraio 1993 ma già a 3 anni si trasferisce a Novara e proprio nella città piemontese compie le trafili delle giovanili, arrivando a vestire la maglia della prima squadra per 4 stagioni e mezzo: il debutto con i piemontesi arriva nell’agosto 2012 in Coppa Italia, mentre nella serie cadetta esordisce due mesi più tardi. L’esperienza di Faragò a Novara si chiude nel gennaio 2017: complessivamente con 141 presenze tra Serie B, Lega Pro, Coppa Italia e Coppa Italia Lega Pro e un totale di 21 reti accompagnate da 8 assist.

Nel gennaio 2017 il grande salto nella massima serie, avvenuto con la maglia del Cagliari: nei 4 anni sull’isola ha sinora raccolto 105 presenze tra Serie A e Coppa Italia, totalizzando 5 gol e 10 assist. La miglior stagione arriva nel 2017-18, quando con 2 reti e 6 assist vincenti si rivelò uno degli artefici di una salvezza travagliata. Nella prima parte dell’attuale stagione, vissuta sotto la guida tecnica di Eusebio Di Francesco, il classe 1993 è stato impiegato in 9 circostanze tra Serie A e Coppa Italia per un totale di 457 minuti giocati: a pesare sul suo utilizzo la volontà del tecnico abruzzese di puntare su Gabriele Zappa come titolare sulla fascia destra ed un infortunio muscolare che l’ha colpito nella seconda metà di dicembre.

Giocatore fisicamente strutturato, come dimostrano i 187 cm per 80 chili, Faragò è un destro naturale dotato di buona tecnica che ha avuto un’evoluzione davvero particolare a livello tattico e di ruoli occupati in carriera: a Novara si è infatti imposto principalmente come mezzala di inserimento con un discreto fiuto del gol, ma nel corso della propria avventura sarda si è ritrovato impiegato sulla corsia di destra sia come terzino in una linea difensiva composta da 4 uomini che come esterno di centrocampo in una linea mediana formata da 5 uomini. 

Nel Bologna è dunque ipotizzabile immaginarlo a ricoprire il ruolo di riserva alle spalle di De Silvestri oppure, in caso di bisogno o di qualche accorgimento tattico, nei 3 a supporto della punta centrale: pur essendo un giocatore molto duttile risulta invece molto difficile pensare ad un suo impiego in mediana, reparto numericamente folto nel Bologna. Faragò potrebbe inoltre essere il giocatore ideale low cost in caso di passaggio in pianta stabile ad una difesa a 3, nella quale la fatica degli esterni è tanta ed è fondamentale avere ricambi forti e tatticamente preparati.

Fondamentalmente l’operazione consegna a Sinisa Mihajlovic un giocatore con maggiori speranze d’impiego rispetto a Calabresi, che ha visto il campo nella sua seconda avventura rossoblu per un totale di 20 minuti. L’acquisto di un profilo del genere indica inoltre la volontà da parte del tecnico serbo di continuare a lavorare su Tomiyasu nelle vesti di difensore centrale ed un possibile preludio alla cessione di Ibrahima Mbaye, altro giocatore che (anche alla luce di due infortuni che l’hanno colpito da fine ottobre a questa parte) è stato impiegato, nel corso di questa stagione, appena 160 minuti tra Serie A e Coppa Italia.