Dom. Ott 17th, 2021

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Chi è Marko Arnautovic, l’erede di Rodrigo Palacio

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Il profilo di Marko Arnautovic, probabilmente l'erede di Rodrigo Palacio: al centro dell'attacco del Bologna fc
Marko Arnautovic

Marko Arnautovic, qui con la maglia del West Ham (foto pagina Facebook Marko Arnautovic).

L’erede di Rodrigo Palacio risponde al nome di Marko Arnautovic: l’attaccante austriaco è pronto a prendere le redini lasciate dall’attaccante argentino come riferimento offensivo centrale e dovrebbe farlo accasandosi al Bologna sulla base di un accordo triennale a circa 2,5 milioni di euro netti a stagione, cifra che potrà salire sino a 3 milioni complessivi con il raggiungimento di determinati bonus. In ballo anche un potenziale quarto anno, che potrebbe vederlo protagonista oltreoceano con la maglia del Montreal Impact: di certo un suo passaggio in Italia sarebbe favorito dal Decreto Crescita, che consente alla società di avere una tassazione al 25% e non al 45% degli ingaggi, a patto ovviamente che il giocatore soggiorni nel nostro paese per almeno due anni.

L’imminente addio al campionato cinese è dovuto, oltre alle volontà dello stesso giocatore di confrontarsi con un panorama calcistico più stimolante e di riunirsi alla famiglia in Europa, anche alla stretta del governo cinese sugli investimenti nel mondo del calcio: conseguentemente lo Shanghai SIPG dovrebbe accogliere senza problemi la possibilità di liberarsi, seppur a parametro zero, di un ingaggio piuttosto oneroso (circa 6 milioni di euro a stagione).

192 cm per 83 chili, Marko Arnautovic è un giocatore che usa indistintamente destro e sinistro: i suoi punti di forza sono l’agilità, la forza fisica e la duttilità tattica, potendo infatti ricoprire senza problemi i ruoli di esterno offensivo e quello di punta centrale. Nel Bologna agirebbe ovviamente da riferimento centrale, la sua capacità di allargarsi sull’esterno (in particolare a sinistra) aiuterebbe ovviamente gli inserimenti degli interni di centrocampo e la possibilità di liberare spazi agli esterni per rientrare e concludere. La sua stazza consentirebbe inoltre alla squadra, in determinate circostanze, di poter alzare il pallone in mezzo per poter sfruttare i suoi colpi di testa, senza dimenticare l’ottima capacità nell’aiutare la squadra a risalire il campo. Insomma, Arnautovic proseguirebbe il lavoro di Palacio partendo però da altre caratteristiche di base.

Nato da papà serbo e mamma austriaca il 19 aprile 1989 a Vienna, Marko Arnautovic mostra fin da ragazzo un carattere tutto genio e sregolatezza: indossa infatti le principali maglie dei club della capitale, partendo da quella del Floridsdorfer e giungendo a quelle delle più note Rapid, First e Austria Vienna. L’epilogo è sempre lo stesso: il talento è tanto smisurato quanto il suo essere indisciplinato. 
Il club olandese del Twente, malgrado tutto, decide di scommettere su di lui nel 2006: fa ovviamente sfracelli nelle giovanili e le prestazioni non possono passare inosservate agli occhi della prima squadra, con la quale debutta in Eredivisie nell’aprile 2007 e qualche mese più tardi, nell’ottobre 2007, fa il proprio debutto da subentrante nel 1º turno della Coppa Uefa 2007-2008, andando a segno contro la squadra madrilena del Getafe, e nel corso della stessa stagione inizia ad assaggiare sempre più il mondo calcistico dei grandi.

La svolta alla sua carriera, o quella che sembra essere tale, arriva all’inizio della stagione 2008-2009: il Twente ingaggia Steve McClaren, già selezionatore dell’Inghilterra, sotto la cui guida Arnautovic trova la prima rete tra i professionisti e più in generale conosce la propria esplosione, arrivando a realizzare 14 reti nelle 41 gare complessive tra Eredivisie, Coppa Uefa e Coppa D’Olanda. Proprio nel corso della finale della coppa nazionale, persa contro l’Heerenveen, si procura una frattura da stress al piede destro che ne pregiudica il passaggio a titolo definitivo al Chelsea: l’Inter di Mourinho sfrutta l’infortunio per acquisire il giocatore in prestito con semplice opzione di riscatto.

L’esperienza milanese si rivela piena di trofei (è il famoso anno del Triplete, gli unici trofei nel suo palmares) ma avara di soddisfazioni personali. L’infortunio subito in Olanda ne condiziona la prima parte della stagione, cosi come un comportamento immaturo e poco professionale dentro e fuori dal campo, certamente non all’altezza della migliore squadra d’Europa nella stagione 2009-10. Solo 3 le presenze in campionato, nessuna invece quelle all’attivo tra Coppa Italia, Champions League e Supercoppa italiana: l’Inter non esercita l’opzione per il riscatto, il giocatore fa rientro al Twente che contestualmente lo cede a titolo definitivo in Germania al Werder Brema. La sua esperienza olandese si chiude cosi con 14 reti e 10 assist in 59 gare. 

Anche in terra teutonica Arnautovic vive una carriera altalenante, dettata principalmente da un carattere poco controllabile: nelle 3 stagioni in Germania conosce la gioia del debutto in Champions League, curiosamente realizzando 2 reti contro le ex squadre Twente e Inter, ma non riesce mai ad imporsi definitivamente e cosi la sua esperienza tedesca si chiude con 16 reti e 13 assist in 84 gare tra Bundesliga, Coppa di Germania e Champions League.

L’ennesimo trasferimento della carriera si realizza nel 2013: meta di Arnautovic questa volta è la città di Stoke-On-Trent, sede dell’omonimo club denominato Stoke City. La consacrazione tarda ad arrivare, sembra non esserci nulla da fare per quello che da giovane veniva definito come il potenziale erede di Zlatan Ibrahimovic, ma la definitiva svolta alla propria carriera arriva nella stagione 2015-16: sotto la guida di Mark Hughes e al fianco di profili quali Ibrahim Afellay, Xherdan Shaqiri e Bojan Krkic, altri giocatori incompiuti rispetto alle proprie potenzialità, Arnautovic conosce finalmente la propria maturità calcistica e professionale.
Con la maglia dei Potters, proprio in quella stagione, diviene il migliore marcatore con 12 reti e 6 assist: la costanza e la qualità delle prestazioni vengono confermate nella stagione successiva e Arnautovic diventa cosi uno degli attaccanti più ambiti del panorama inglese. L’esperienza quadriennale di Arnautovic allo Stoke City si chiude cosi con 145 gare giocate in tutte le competizioni, con un totale di 26 reti segnate e 32 assist. 

Il West Ham, sborsando 25 milioni di euro, si assicura le sue prestazioni ed è subito amore a prima vista: nella capitale diventa un vero e proprio idolo della tifoseria locale e lui ripaga l’affetto con giocate e numeri spettacolari. L’esperienza londinese si chiude nell’estate del 2019 con 65 presenze, 22 reti segnate e 12 assist: i cinesi dello Shangai SIPG fanno ponti d’oro per lui, spendendo 25 milioni d’euro per il suo cartellino e ricompensando il giocatore con un lauto ingaggio. Nel corso della sua esperienza cinese sono 20 le reti realizzate, con 4 assist all’attivo in 39 presenze complessive. 

Nel complesso Arnautovic ha disputato 395 gare da professionista nelle squadre di club, mettendo a segno 98 gol e servendo 71 assist: una carriera vissuta però all’insegna della duttilità, visto che solo 127 di quelle gare sono state giocate partendo da riferimento centrale, con numeri tra l’altro più che discreti (53 reti e 18 assist). Il resto dei numeri è stato raggiunto schierato nelle posizioni di esterno offensivo destro e sinistro, da lui calcate con risultati altrettanto proficui.

Più costante il rapporto con la Nazionale: sono 87 le presenze totali, condite da 22 assist ma, soprattutto, 26 gol che ne fanno il settimo miglior marcatore di sempre degli austriaci. Sino ad ora ha preso parte a Euro2016 e alle due edizioni sinora disputate della Uefa Nations League, manca invece la partecipazione ad un Mondiale, appuntamento a cui l’Austria manca dal lontano 1998.